Silia, hai creato il ritratto di uno scontro asimmetrico tra l'arrogante indifferenza di chi ferisce senza accorgersene e la lucida dignità di chi cade. La terra diventa un luogo di sosta e di fiera accettazione, dove si consuma la definitiva presa d'atto di un'incomunicabilità assoluta: due esistenze che parlano lingue totalmente sconosciute. Quanto è vero! Molto brava!
Grazie Sir. “Lucida dignità di chi cade” è una definizione che sento profondamente mia. Commento davvero prezioso.
infatti, nella ultima dicevo: fratture tra terra e cielo! sembrano due mondi diversi ma è la dignità a regnare non senza conseguenze. molto bella, cara amica mia! come sempre...
Ora quelle scarpe sono rimaste sole, su un binario morto che non porta da nessuna parte perché i pensieri verticali non hanno la direzione dell'incontro, mentre l'asfalto ha il potere del percorso orizzontale dove l'incontro è la regola... e lo scontro un'eccezione che si impara ad evitare! Una metafora strepitosa, da capogiro!
Sì esattamente come la frattura tra terra e cielo di cui parlavi. Grazie Poe!