La neve porta un silenzio che ripara colpi e ferite ma si dissolve lentamente con tutta la pace che ha calato sul mondo e sulle cose e crescerà qualcosa di nuovo e buono dove si era accumulata, una spiga di nuovi raccolti più intensi e robusti, capaci di accogliere i benefici della pioggia e del sole e trasformarli in doni per tutti... come le tue magnifiche poesie! A presto. Karla Un abbraccio
Carissima amica Karla, codesta poesia è un distillato di disincanto e assenza. Si articola su un contrasto cromatico e materico violentissimo: la neve bianca, che inizialmente scende a soffocare e attutire il dolore, è destinata a degradare in acqua sporca. È la parabola esatta della fine di un amore o di un trauma, dove la purezza iniziale si corrompe e si scioglie. Di tutta quella passione o sofferenza non resta che un vuoto materiale, un foglio accartocciato sul cuscino. Il finale è una splendida, dolorosa inversione temporale: lo sguardo rivolto dentro di sé non trova nulla, accentuando il senso di vuoto, eppure il ricordo si chiude su una delicatissima immagine del passato. Lì, dove oggi c'è il nulla, un tempo bastava un semplice soffio vitale a smuovere l'intera realtà circostante. Una lirica asciutta, che taglia come il freddo della neve di cui parla. Un bacio!
Quel bianco, quel manto, può anche scendere idealmente a ridare respiro. Visti i suoi benefici va riprodotto e materializzato come volontà di proteggere. Ciao
Cara Illune, quando la neve si scioglie e torna acqua, anche se sporcata, la vita riprende...ed è una sensazione bellissima! Grazie di tutto amica mia.
Grazie Sir! Insuperabile sia nella scrittura che nello sguardo sugli altri. Ricambio Il bacio!
Carissimo Poe, grazie per il tuo bellissimo commento! Tu sei senz'altro quel manto bianco che sa proteggere...