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Pubblicata il 17/05/2026
Non so in quale curva
ho lasciato la strada.
non un temporale,
nessun fragore, non un addio.

e successo piano,
una radio che si è spenta nella stanza accanto
e continui per minuti a credere
che stia ancora suonando.

guardo indietro.
sfoglio pellicole impolverate.
volti, finestre, mani sulle spalle,
estati consumate dal sole.

e la cosa strana
è che non ricordo i giorni.

non ricordo parole,
né il rumore preciso delle risate,
ma qualcosa sale ugualmente.

una scarica sotto pelle.
un odore.
una vertigine minuscola

le sensazioni conoscono strade
che la memoria dimentica.

e allora mi fermo a guardare
l’uomo che sono diventato,
come si guarda un viaggiatore trafelato
verso un ultimo treno

e mi chiedo
se mi sono perso davvero,

o se sto soltanto tornando
da molto lontano
senza ancora riconoscere casa.
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Interessante

il 17/05/2026 alle 16:52

Uno spaesamento che mi comunica una vertigine senza dolore, quasi la segreta speranza di uno stordimento magico, incolpevole .. Quelle sensazioni così acute eppure distanti dalla consapevolezza del ricordo sembrano l'effetto di un sollievo più che di un'inquietudine legata a una pena o ad un'ansia... non disagio emotivo ma benessere incredibile, forse inspiegabile...e mi piace molto perché vive della sua energia interiore come fosse la scoperta del moto perpetuo!

il 17/05/2026 alle 18:37

Mi è piaciuta moltissimo e mi riconosco in questa tua ...complimenti!

il 17/05/2026 alle 19:00