Sostava una volta nel mio improbabile giardino
una coppia di cince che allegre tant’erano
le davo briciole del mio più tenero panino
e solo dopo saltavano e liete cinguettavano.
Ad un tratto il primo giorno di primavera
fu diverso strano volo quieto poi scrosciante
all’apparir di coppia di candidi piccioni
fecero casa e di giorno e di notte il canto più non fu
soltanto un sommesso ripetuto assillante gru rù
sentì lo sparviero altezzoso vorace e fiero
e il nido appena fatto subì lo sfratto ma
nel contempo il baldo rapace pur anche ghiottone
sparì nel nulla al roteare di droni in processione
tranquillo il loro cammino per trucidar bambini
or sono droni che girano in silente sorvolo
questi non cantano par che grugniscono
oppure sibilano quasi immobili come serpi al calore
non son fatti di certo per suscitar amore
sono innocenti dicono marionette per pupari.
*****nms””26