non aggiungo nulla a questa armonia e a questa delicatezza. ascolto, osservo, e anch'io sorrido tra cielo e terra nell'avventura dei pensieri. molto bella, cara amica mia! un abbraccio.
È stato uno di quei momenti sospesi fuori dal tempo e dallo spazio consueto, tra due archi di fichi d'india che quasi si toccavano lungo un sentiero che portava a un prato fiorito a picco sul mare di Orosei... Grazie Poe...
In certi momenti sembra perfino di ascoltare quella sinfonia, Elfo. Sono felice che sia giunta fino a te!
Allora non aggiungere altro, Karla, se in questi versi hai visto un po di luce spero che ti scaldi il cuore
Il tuo, amica mia, è un lirismo sospeso e liminale, dove la realtà si fa quasi immateriale per farsi pura percezione. I versi si muovono su un crinale di quasi, catturando quel momento esatto in cui il paesaggio terrestre sfuma nel metafisico. C'è una delicatezza struggente nell'ossimoro del miele di spine e nella fusione visiva del giardino come mare sul mare. Non è solo descrizione, è lo stato d'animo di chi si abbandona alla contemplazione: un viaggio che comincia come un'avventura di pensieri e si risolve, quasi senza accorgersene, nell'assoluto di una preghiera. Brava, amica Illune.
Grazie sir, tu entri nei miei versi in un modo che quasi mi commuove...