Non riconoscersi nell'immagine riflessa nello specchio è una cosa estraniante e molto spiacevole ,procura grande senso di sofferenza non sentire la geografia del proprio viso ma sentirlo come estraneo . Capisco la contentezza di guardarti nello specchio e ritrovare te stesso . Piaciuta, ti abbraccio Eos
Infatti, finché mi riconosco sono tranquillo e sereno. Grazie cara Eos. Un abbraccio.
Sai cosa mi arriva qui? Non la malinconia per il tempo che passa, ma il tentativo onesto di capire se il volto che vediamo ogni giorno ci assomiglia ancora. Quel quadro appeso al muro sembra quasi la versione di noi che continuiamo a difendere per abitudine, e invece tu hai il coraggio di dire: se non mi rappresenterà più, lo staccherò. una poesia molto lucida e molto tua, perché alla fine non c’è compiacimento nel dolore, ma il desiderio di riconoscersi ancora.
Non è scontato potersi guardare; è un'opportunità che va meritata attraverso la coerenza tra ciò che si è diventati e ciò che si accetta di vedere.Non siamo confini, ma un’armata di luce: il brivido del vuoto che si fa sostanza sulla soglia dell'anima. Senza maschere, l'essere è un'eco che scava fessure di cristallo nel silenzio del mondo.William.
Smettere di fuggire dal proprio riflesso, riconoscere che la vera bellezza sta nell’onestà con se stessi. È come una riconciliazione silenziosa. Piaciuta.