l'erba era verde le cigliege sui rami parevano orecchini a ciondolo che pendevano dell'estate salivo sugli alberi
entravo nelle stalle parlavo con i miei i amici ruminanti erano tanti li accarezzavo
mentre i loro occhi assorbivano
il mio viso appiccicoso di marmellata
non c'era mai nessuneo solo noi e la paglia
mentre l'odore del foraggio misto a sterco mi saliva dalle narici .
nell'aia le oche e le galline erano libere di pasteggiare l'erba che saliva
dalle crepe dei muri
le estati le vivevo così figlia del vento
della solitudine che mi avrebbe accompagnata nel tempo
non la vivevo come nemica
ma nemmeno l'avevo cercata
e si cuci' addosso ai miei giorni
ad ogni stagione e sfilavo sulle passerelle degli anni nello sguardo dei giorni
il profumo di polenta usciva dalla nera cucina di mio zio sul fuoco un paiolo annerito io ci infilano sempre il dito
mentre la mamma si girava a prendere il mestolo per girare la polenta
po