squallore
non sono dinanzi allo specchio
ma sono a eloquente finestra
ciò che ritorna non sono io
questo scorrere appare diverso
i miei tempi ed i modi scolpiti
non hanno ahimè quelle forme
c’è un mondo che non sono io
…. ma so che non sono allo specchio
la natura soltanto mi incontra
con il giorno che abbraccia i pensieri
cumuli di cenere arsa
residui di gente bruciata
al rogo l’umana vicenda
svanita nel fumo del nuovo
spente memorie si annegano
in un lago che aveva promesse
si ignorano ascolti dell’anima
si tuffano cuori nel fango
non vedo passare un accenno
che possa ridarmi il concreto
il vento trascina quel niente
uniforme a uno scialbo destino
neppure bisogna pensare
si delega fasullo artificio
si accede alla culla dei versi
taluni abusati e degeneri
cos’altro di triste e corrotto
s’insinua ad odierno alimento?
consolo il mio essere piccolo
guardandomi ancora allo specchio
mi so accontentare di poco
ma certo che sia tutto vero
mi fido dell’io che conosco
che odora di tempo ordinario.
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