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Pubblicata il 07/05/2026
Del mio cammino
cosa ne resta
in passi sofferti e confusi
e in quel dolore che or mi danno
nell’incedere verso l’altro

in ogni scalino
lascio una mia preghiera
affinché alla sera
in cuor mio sia ancora presente
la voglia di dormire
speranzoso nell’alzarmi
alla mattina presto
con la forza necessaria
per affrontare il nuovo giorno...

del mio cammino umano
ne rispondo come uomo
mentre è in quello trascendentale
che mi perdo,
consapevole che ogni dolore
vissuto non sia che la somma
di ciò che dovevo e quel che sono...

con la schiena a pezzi
affronto ora ogni salita,
ognuno deve portare la sua croce
seppur la mia non è
che la stupida somma
di una vita esasperata
dalla voglia di essere
almeno per un giorno
l’eroe di tanta gente.

e ora che mesto
inciampo in ogni gradino
ho ben compreso quel che sia
il sacrificio Divino
di chi davvero soffrì
su quella croce,
nel mio cammino, io
non sono che meno di niente...

© Saverio Chiti, 7 maggio 2026
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Umile e onesto. Il tuo è un bel cammino, caro Saverio. Ciao

il 07/05/2026 alle 13:08

???

il 07/05/2026 alle 19:39

grazie!

il 07/05/2026 alle 19:39