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Pubblicata il 04/05/2026
Nulla via fue mai percorsa in spirito,
ché 'l corpo è carcer che non ha pertugio.

L’esule finge un pianto di delirio,
scrivendo sogni per fuggir lo fango.

Non v'è selva, né monte, né rifugio,
ma sol d'un folle lo vano bisbiglio.

Se 'l Motore è sommo e senza brama,
perché forgia la fiamma al peccatore?

Pena eterna è d'un Rege l'ignominia.
Dante s'inventa un boia per suo onore,

ma lo contrappasso è un aspro errore:
non cade l'alma in tomba di calcina.

L'occhio che sale vede il voto atro,
non trina luce o empireo splendore.

La fin d'ogni cammino è un nero scoglio.
Sconfesso il vate e 'l suo vano valore:

l'universo è un cieco e muto ingoglio,
dove 'l silenzio è l'unico teatro.
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Alcune cose non le condivido: che l'universo sia muto (me lo immagino risuonante di un dolce suono) ; la legge del contrappasso , che tu dici inventata da Dante credi sua una credenza scenografica per l'inferno dantesco , in realtà credo che il contrappasso faccia a pugni con la fede cristiana nella quale esiste la misericordia di Dio che non credo punisca così il peccatore . Scusami se forse non ho capito bene la sento un po' scocciata...Chi vuoi mandare in ''tomba di calcina''? Ti abbraccio Eos

il 05/05/2026 alle 19:21

Cara Eos, ho costruito tale testo immedesimandomi in un autore di quei tempi, che smantella l'impalcatura provvidenziale dantesca per sostituirla con una visione del mondo priva di senso e di speranza. Un'operazione di de-sacralizzazione. Ti abbraccio! Grazie sempre. Tvb

il 06/05/2026 alle 05:54