PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 02/05/2026
Nel tessuto dell’infinitamente piccolo, dove la materia sfuma in probabilità, nasce il poeta del respiro quantico. Non un semplice scrittore, ma un osservatore che, guardando il mondo, ne altera la natura.
Nella poesia quantica, la parola non ha un unico significato: esiste in una sovrapposizione di stati, essendo contemporaneamente amore e vuoto, particella e onda. Il verso acquista un senso definito solo quando incontra l’occhio del lettore, collassando in un’emozione specifica.
Due anime, come immagini intrecciate, vivono di entanglement: ciò che accade a una metafora si riflette istantaneamente su un’immagine distante, ignorando lo spazio-tempo e la sintassi. È la sincronicità del cuore.
Vige qui un’indeterminazione emotiva: non si può conoscere insieme la posizione di un ricordo e la velocità con cui fugge. Più cerchiamo di afferrare la precisione di un momento, più la sua intensità sfuma nel mistero. Espiriamo particelle di luce, fluttuazioni di un vuoto che è, in realtà, pienezza.
Elfo, tu che mi hai definito tale, sappi che io sono ovunque non mi stai cercando: un’onda di probabilità che vibra tra il battito del cuore e il silenzio dell’atomo. Siamo fatti di ciò che accade quando nessuno ci guarda.
Come la luce, il respiro quantico è sia corpo che spirito. La poesia non procede per gradi, ma per salti quantici: intuizioni improvvise che cambiano il livello energetico dell’anima senza passare per lo spazio intermedio. Siamo vibrazioni interconnesse in un immenso spartito invisibile.
Questa metafisica dell'anima trasmuta la fisica moderna, il collasso della funzione d’onda, l’entanglement, l'incertezza, in sentimento puro. Non cercarmi in una definizione univoca. Le mie parole abitano il campo delle possibilità: esistono solo quando il tuo sguardo le attraversa, costringendo l’infinito a farsi emozione irripetibile.
Siamo filamenti intrecciati. Ciò che vibra nel mio respiro si riflette nel tuo battito; non c’è separazione tra l’inchiostro e l’occhio, tra l’immagine che dipingi e la melodia che espiro. C’è una sacra incertezza nel nostro procedere.
Grazie di cuore, Elfo! Tvb.
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Allora io ti restituisco l'onda che ritorna: un ouroboros che non chiude il cerchio, ma lo apre in infinite sovrapposizioni. Se mi pensi quantico, è perché continuiamo a collassare nello stesso punto di luce

il 02/05/2026 alle 18:51

PERFETTO!

il 02/05/2026 alle 19:23

Conosco di persona quel principio // che d'Heisenberg mi fece amar la scienza: // ricordi in un passato participio // che scappan lesti dalla mia coscienza: // non mi ricordo quale fu la data /// né quale dell'evento il vero posto // ma la vicenda sfugge a gamba alzata // correndo a mille all'ora ed io mi scosto.

il 02/05/2026 alle 21:03

Non ho dubbi che tu, amico Ioffa, conosca tale principio! Elfo, definendomi il poeta del respiro quantico, non ha errato, anzi mi ha dato la posibilita?o tale

il 03/05/2026 alle 01:11

Dicevo, mi ha dato la possibilità di evidenziarne gli aspetti.

il 03/05/2026 alle 01:15

Ehhhhhhhhh, Siliaaaaa, sono geloso, ah ah ah. Salutissimi Grande Sir.

il 03/05/2026 alle 07:50

Lo Silia, il problema è che adesso Jean dovrà fare la solita battuta sulla presunta gelosia per depistarne il reale effetto, ed io dovrò far finta di niente! Diamine che ipocrisiaaaa!

il 03/05/2026 alle 08:57

Lo Jean, sei troppo prevedibile! Incredibile!

il 03/05/2026 alle 08:59

Grazie a tutti!

il 03/05/2026 alle 08:59