Poco resta di un’estate senza sole,
ma in questa calma che non sa tremare
cade una lacrima, come un errore,
a segnare il confine del mio guardare.
È un’inquietudine che più non urla,
il passo lento della maturità,
si siede accanto e mi toglie il respiro
con la sua stanca, nuda verità.
Poco resta di un’estate senza sole,
eppure questo grigio mi somiglia,
un mare calmo che non ha più onde,
ma solo il peso di una conchiglia.
Non è dolore, è solo sedimento
di troppa luce rimasta nel cuore;
il segno umido di un giuramento
fatto al silenzio, e non più all'amore.