Il maniero dei poeti,
tra i tralci d'una vite secolare,
si snoda lento,
tra acini d'etimi sferoidali,
che stillano riflessi traslucidi
di antiche dimensioni.
s'inarcano le volte,
e si dispiegano i giardini
tra i ricurvi sentieri
che svelano arcane porte,
incise nella rude roccia
del sapere.
foglie trascritte s'elevano,
nel manto celeste
d'una chioma timorosa
che ondeggia tra rime disperse,
come essenze di segreti.
effluvi reconditi
incantano i recessi dell'anima,
che danza – lieve -
tra echi esili,
onde del mare interiore.
s'intravede, svelata, la dama
che richiude i segreti
e ridesta l'oblio
d'un presente assente.
e vibra un dittongo fluido,
che rima e s'insinua
tra le dita sospese,
intinte nell'etere poetico
d'un verso mai scritto.