si può imparare ad abitare il linguaggio come una casa, solo bussando con l'ascolto. grazie Ninetta per le tue perle. un abbraccio.
Cara Ninetta, hai reso molto bene il contrasto tra il mondo degli umani e quello degli animali, che vive nel puro presente, nell'ascolto e nell'osservazione. Sei riuscita a cogliere quella "presenza" nel suono dei messaggi, senza cercare disperatamente di decodificare un linguaggio umano, segnando la tua evoluzione: sei passata dall'essere una donna che parla di natura all'essere una donna che dialoga con la natura. Hai scritto, insomma, un racconto evocativo, che trasforma una riflessione profonda in un’immagine che resta impressa. Tvb
E' un brano molto riflessivo ed anche confortante da certi punti di vista , perché ci sono ancora persone, come te, in grado di capire che l'ascolto non è solo un fatto di sentire le parole che a volte fra senso e non senso non significano nulla e creano solo caos . Il linguaggio umano è fatto di parole però le parole si arricchiscono di tanti altri valori come deduzione , conclusione , empatie , suoni ...Che da soli anche senza le parole sono in grado di tramsettere significati ovvi, logici . Questa capacità gli animali non ce l'hanno , perché fatti di solo istinto non in grado di costruire le relazioni, deduzioni , rapporti ecc...Quindi è vero spesso le parole in sé non hanno importanza per comprendere, è solo chi sa ascoltare, al di là delle parole è in grado di comprendere e agire di conseguenza . E' molto interessante e mi piace, mi dà la conferma che un essere umano dovrebbe sapere ascoltare al di là dei suoni e delle parole e per questo non essere considerato incomprensibile e strano . Baci Eos
Mi piace molto l’immagine del linguaggio come casa: credo anch’io che si possa davvero “abitare” solo quando si entra con delicatezza, bussando piano, come dici tu, con l’ascolto. Le tue parole sono un dono, le accolgo con gratitudine. Un abbraccio.Grazie Poe.
Ti ringrazio profondamente per questa lettura così attenta. Quello che hai colto è proprio il passaggio che sento anch’io: non più solo osservare la natura, ma provare ad entrarci in relazione, senza tradurla per forza nei nostri codici. Quella “presenza” di cui parli è forse il punto più difficile da raggiungere, ma anche il più autentico.Abbracci Sir
Grazie per il tuo commento così articolato e ricco di riflessioni. Condivido molto quello che dici: le parole da sole spesso non bastano, e a volte sono proprio i suoni, i gesti, le intuizioni a trasmettere il senso più profondo. Il mio racconto, degli animali che inviano messaggi ,rende concreta questa idea: il linguaggio non è uno solo, e non tutto deve essere decifrato per essere sentito. Forse comprendere davvero significa proprio questo: andare oltre le parole senza perderle, ma lasciarle respirare dentro qualcosa di più ampio. Grazie per aver condiviso questo pensiero.Eos è sempre interessante il tuo commento, T'abbraccio con affetto.
Cara Ninetta ho disertato per molto tempo questo sito, troppo. Ci son tornato piano piano, di tanto in tanto, girando per le stanze come un fantasma. Adesso ho più tempo per me stesso e, un po' claudicante, leggo. Avevo già conosciuto le tue qualità di scrittrice e la tua introspezione di commentatrice. Questi "Messaggi dalla fonte" mi hanno colpito e andrebbero commentati con parole che io "sento" ma non son capace di scrivere e trovare parole adatte. Penso che il sistema di comunicazione sia molteplice. L'essere umano ha la parola, ma anche il suono, la tonalità, l'uso delle frequenze, ed anche le figure, il video, i colori, addirittura i gesti, il modo di vestire, addirittura il tatto (un esempio... i ciechi), e forse anche altro che noi non conosciamo... insomma una complessità enorme. Mi piace come e quel che scrivi. sono contento di essere rientrato su PH, Abbraccio Fabio
Grazie Fabio , il tuo commento è meraviglioso, hai espresso perfettamente quello che nel racconto ho voluto dire.Felice sempre di averti con noi.abbracci