Questo dannato cuore! Neanche durante un intervento a cuore aperto è riuscito a starsene calmo, tanto che diventò argomento di confronto tra cardiologi e cardiochirurghi all'epoca: nonostante gli riiniettassero veleni paralizzanti a iosa, ogni paio d'ore tornava a battere bloccando i chirurghi che lo stavano lavorando e preoccupando l'anestesista. Alla 4ª dose extra, l'anestesista disse basta, non si voleva assumere ulteriore rischio e concordarono che i "rappezzamenti" fatti fino ad allora (quasi 9 ore di taglia/cuci) potevano bastare a garantire sopravvivenza e ripresa, mentre a riparalizzarlo non era sicuro di potermi poi risvegliare… le cose ancora da sistemare ci si sarebbe pensato dopo qualche anno tenendomi sotto controllo continuo. E finora, il "possiamo fermarci qui" sembra valido, 'sto pirla batte ancora!