Sonetto in endecasillabi canonici a maiore in sole due rime alternate abab abab aba bab.
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fa male, troppo male mentre batte;
però il veleno non è mai bastato
per chiudere al dolor le cateratte,
che il passo traballante è continuato.
ancora la ragione si dibatte
chiedendomi perché non l’ho fermato,
come se prove non ne avessi fatte…
ma giunto al dunque ho sempre rinunciato.
pure mentre sorseggio il caffellatte
cerco un perché che non ho mai trovato
e intanto quello batte, batte, batte
e mi mantiene in questo orrendo stato,
degno quanto saran degne le blatte,
con ogni sogno al buio già sfumato.
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ioffa, 23/02/2026