PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 23/04/2026
La porta dei vicini a denti stretti,
barricata contro la tua faccia di randagio.
Le scale del condominio sanno di candeggina,
un odore che ti si attacca ai vestiti come un debito.

C’è una macchia di umidità sul soffitto
che somiglia alla mappa di un continente
dove non andremo mai;
la fissiamo distesi sul letto, fumando piano,
mentre il tempo si consuma
come il filtro di una sigaretta.

Siamo soltanto stanze vuote
che il buio prende in affitto.

Non scriverò di rose:
quelle appassiscono sui tavolini dei bar
dove nessuno si guarda più in faccia.
Scrivo del rumore che fa la solitudine
quando sbatte contro il fondo
di una bottiglia vuota.

Inutile sognare l’incendio
se sei fatto di cenere.

Dio è un padrone di casa
che non risponde al citofono.

Hai ammucchiato i ricordi
in sacchi neri della spazzatura,
ma l’anima è un mobile
troppo pesante per le scale.

Stacchi i quadri
e restano i rettangoli chiari sul muro,
sono i fantasmi
di quello che pensavi di essere.

Il trasloco è finito:
hai lasciato le chiavi
e ti sei tenuto la merda.
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cristallizzi emozioni

il 23/06/2026 alle 09:26

wow!

il 23/06/2026 alle 21:28