Luna, di un parco, che apri un varco,
nella notte, che giro, e ammiro,
quell'Angelo, lucente,
vicino, al mio Signore, che scalda il cuore.
luna, guarda un poveretto, che cerca, un letto,
che, non sa, perchè, è stato dimenticato,
in un mondo indifferente, in cui, non vale niente,
nemmeno, una speranza, e, una preghiera, a Dio.
luna, fai paura, in questa notte, fredda e scura,
dove, la morte, fa a pugni, con la sorte,
negli afanni, di questi anni,
fra pensieri, di futuri neri.
luna, faro di barche a vela, e, di giacigli, in una cella,
che, sei in stazione, appoggiata, all'ultimo vagone,
e che, hai fatto la guerra, in trincea, una sera,
quando, in una notte serena, hai bussato, dopo cena.
luna grande, che nel cielo, ti espandi,
in un Inverno, in cui, non c'era, il Padre Eterno,
hai camminato, nella notte, con le scarpe rotte.
luna, delle periferie, con quartieri, e vie,
di ospizi, ospedali, e, di vecchi tramvai,
di panchine, di coperte di cartone, e, di confusione.
luna, di una nuova vita, dentro una maternità,
di un pianto, e di un canto,
per due sposi, che, per mano, vanno nel domani!