Al punto estremo de l'umana via,
quando il tempo s'annulla e il ciel si schiude,
vidi scender la gran cavalleria.
Sovra un bianco destrier, tolta ogni palude,
Gesù venìa con l’arco e la corona,
per far Verità pura a l’alme nude.
Seguìa colui che la giustizia sprona,
Michele ardente in su la rossa vesta,
che col Castigo il reo non abbandona.
Poi l’altro apparve con l’oscura cresta,
Uriel è quel che la bilancia tiene,
che col Giudizio d’ogni colpa resta;
pesando il grano e il sangue ne la vena,
egli misura il merto e le sue pene,
mentre il rigor le umane voglie frena.
Ultimo giunse, a chiuder la compagna,
Azraele pallido, in vista smorto,
che d’ogni spirto la radice scompagna.
Reca Sentenza e dona il gran conforto
del trapassar a l'ultima dimora,
ponendo fine al mar del cieco porto.
Quattro potenze che l’Eterno onora,
non son più piaghe d'ira e di dolore,
ma messaggeri de la nuova aurora.
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