La struttura è palesemente ispirata al sonetto, abbiamo coppie di quartine seguite da coppie di terzine ripetute in sequenza per un totale di 12 strofe, come fossero 3 sonetti cuciti insieme; anche lo schema di rime ricalca il sonetto, sono alternate anche se nelle quartine non sono accoppiate, quindi uno schema ABAB CDCD EFE FEF per ciascun "sonetto componente", con unica eccezione la 6ª strofa il cui 2° verso gioca di consonanza con la rima unica degli altri 3; tutti i versi risultano comodamente leggibili col metro di endecasillabi, quindi tutta la poesia scorre armoniosa e dolce, con dolcezza degna del contenuto, che dipinge amore.
Che onore, amico Iof! È vero, ho studiato un po' di tipologie di metriche molto interessanti! Grazie della visita graditissima.
Questo testo si presenta come una poesia d’amore di tono meditativo e quasi “silenzioso”, in cui il sentimento non cerca mai di imporsi sull’altro, ma si esprime come presenza discreta e contemplativa. Il tema centrale è un amore non corrisposto o comunque non esigente: il poeta non chiede reciprocità, attenzione o risposta emotiva. Al contrario, insiste ripetutamente sull’idea del “non chiedere” (“Non cerco…”, “Non chiedo…”, “Non voglio…”), costruendo così una forma di amore che si definisce attraverso la rinuncia. E' interessante notare come questo amore venga rappresentato con immagini naturali molto forti e simboliche: il fiore che attende la pioggia, la fiamma che illumina senza consumare, lo scoglio che resta immobile, la stella dell’aurora, la foglia nel vento, il monte. Tutti questi elementi condividono un’idea di stabilità, purezza e distanza. Non c’è conflitto diretto, ma una sorta di equilibrio tra chi sente e chi resta distante. La struttura ripetitiva delle strofe rafforza l’idea di un pensiero ossessivo ma controllato, quasi una meditazione sull’amore stesso.La poesia non parla tanto di un amore “vissuto insieme”, ma di un amore interiore, che trova senso nel dare senza pretendere.Molto bella Sir.Abbracci.
Si può essere felici anche in cotal modo, amica Ninetta! "Ho deluso l'amore di tante donne; credo sia giunto il momento di dire basta! Grazie del commento certosino. Tvb
Forse mi sono fatta influenzare dalle tue strofe classiche, o neoclassiche, se in questa poesia vedo la luce visionaria di una donna stilnovistica, una specie di Beatrice che non ardisci nemmeno di guardare... naturalmente in chiave moderna, con un interessate accostamento di temi, metriche e connotati più vicini al presente. Bellissimo quel "Sii come il monte dai profili impari,/ che non conosce la malinconia..."- che affronta e declina un sentimento ben più moderno di quanto poteva essere ai tempi di Dante... la chiusa, poi, con quel 'giuliva' che occhieggia alla 'vispa Teresa' lascia al lettore un sorriso che rasserena... la consapevolezza di aver deluso, come leggo qui sopra, dovrebbe darti la forza di insistere perché dà una marcia in più, non l'insicurezza che fa desistere... il mio è un consiglio non del tutto disinteressato, se un tal sentire ti scrivere versi così intensi e particolari!
Goia mia di una Illune. Codesta poesia è dedicata a tutti gli stalker dell'universo, Alieni compresi. Non è raro sopravvalutare una donna... per poi scoprire che è stata la nostra mente ad amplificarne il valore o l'importanza! Diciamo che mi è conveniente pomparne l'ammirazione, in quanto la mia donna ideale "deve" essere tale per poterla decantare in cotal modo. Ti ringrazio immensamente per evidenziarmi il particolare "insistere", ma ti prego: non mi tentare! Eh eh eh! Duci tu sei!
Gioia mia di una Illune, credo che solo un Alieno possa resistere ad un'Aliena del genere! Aiutoooooooooooooo! Grazie ancora! Tvb
Scusami ,Sir, ma sotto la dolcezza delle parole e delle strofe ,molto belle tra l'altro ci sento come un ''autocompiacimento'', tipo l'amore visto dagli occhi del movimento dei Crepuscolari , il tuo negare mi suona come un ''dispetto'' che fai a questa donna serena e giuliva , che non conosce il tormento di un cuore infiammato dall'amore né sa di malinconia o di tristezza ...IL dono che le fai , è sicuramente dettato da una generosità del tuo cuore , o del cuore di chi scrive , ma visto come un dono come mandarla a quel paese ,cioè ecco come se dicessi ''ecco quello che ti perdi, non voglio far male alla tua vita ma neanche alla mia perché sono stanco di donare e di soffrire.''. Insomma alla fine l'atto di generosità in realtà tale non è , perché lo vedo come un negare all'altra la dolcezza che tu pensi che lei possa provare e contemporaneamente negargliela , non so esprimere dire quello che voglio dire ma più che un regalo il tuo mi pare un dispetto e l'autocompiacerti di quello che tu provi è negarlo a lei, che non se lo merita .Insomma la poesia è bella ma mi pare un po' che tu edulcori il sentimento che tu provi ma che è solo tuo e non vuoi condividerlo con nessuno perché tuo e solo tuo, e questo ti rende più grande , do maggior dignità rispetto alla mediocrità di chi non può capire la grandezza del tuo sentimento . Forse sono stata poco chiara, spero si capisca comunque quello che voglio dire . In ogni caso , bravissimo . Ti abbraccio Eos
Gioia mia di una Eos! Intanto, grazie per esserti soffermata nelle mie stanze! Ti chiedo scusa se ho usato un tono presuntuoso, ma ti posso assicurare che non è autocompiacimento; semmai è consapevolezza di non meritare che ella ricambi! Non mi permetterei mai di dire ad una donna:"Non sai quello che ti perdi" - Sarebbe una sconfitta ancor prima di proferir parola! L'amore è un animale che ho dentro, e solo certe donne sono in grado di animarlo! Grazie ancora! Tvb - Ti aspetto sempre!
Amica Anais, sempre ispirato dalla tua presenza magica! Un abbraccio sincero! Grazie assai!