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Pubblicata il 13/04/2026
A Praga venne un uomo
a spiegare dove corrano
così in alto, distanti
da sciami di astri
le comete, e come volino
dileguando oltre il sole.
brusio di luna e stelle erranti
nel castello di Rodolfo
egli ascoltava, spezzando
diafane bolle silenti.
ed ebbe un discepolo
di nome Giovanni
che amava le sfere dell’aria
e le ripose nei cieli della terra.
la sfera della terra è il cerchio
che misura l’universo.
declina i perfetti poliedri
di sfere planetarie che decantano
sulla terra i bagliori delle stelle.
e il sole cerchia il centro che lassù
è centro e cerchio tra la terra e il cielo.
e dove vanno, quale viaggio errabondo
compone le orbite in forma di culla,
andranno verso il centro
che dal fuoco le anima?
il cerchio si deforma, si appiana
s’allontana... lontana o prossima,
tranquilla o celere, si accende
nei giri eterni la rivoluzione
col favore di brezze solari
in aree spazzate da vettori e lampi...
sono lassù e quaggiù,
ovali dentro un fiume senza foce
che sopra l’aria della luna esala
le note di una danza silenziosa.
È la celeste vibrazione eterna
che esprime in cubi di buio
la musica eterea di un liuto
con le corde quadrate del tempo.
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A proposito di mecenatismo... Tra i tanti, eravate tu, Rodolfo di Asburgo e Giovannino Keplero. Ma tu, in che veste eri presente? Qui pianeta terra. Ti vedo lassù ma io sono rimasto qui. Un abbraccio.

il 13/04/2026 alle 20:56

Mi vergogno a dirlo... io sempre qui, la prof che raccoglie le metafore di studenti più creativi che diligenti... come le culle 'ellittiche' delle orbite e i cubi di buio, ovvero delle distanze (terza legge di Keplero:-))

il 13/04/2026 alle 21:35

Cara amica Illune, è affascinante come tuo testo trasformi la geometria in destino. Mentre Keplero spezzava bolle' per trovare l'ellisse, molti restano ancora ancorati a cerchi perfetti che non esistono. In fondo, la vera rivoluzione non è solo capire dove vadano le comete, ma avere il coraggio di accettare che il mondo sia più complesso (e meno rotondo) di quanto la nostra limitata prospettiva vorrebbe. Citare la danza silenziosa di Praga è un tocco di classe, ma occhio al paradosso: Keplero ha dovuto distruggere le proprie certezze per scoprire la musica eterea. Spesso ci si ostina a misurare l'universo con strumenti vecchi, ignorando che la verità si accende proprio dove il cerchio si deforma e si appiana. Chissà se Rodolfo, nel suo castello, avesse già intuito che l'armonia del mondo non passa per la perfezione, ma per lo squilibrio? Un bacio e, grazie per lo stimolo.

il 13/04/2026 alle 22:01

Concordo pienamente con quanto dici sulla superiorità dello squilibrio rispetto alla perfezione, Sir! In fondo, ora sappiamo che il progresso del pensiero scientifico e dei suoi risultati si basa più su una serie di errori e di casualità, che su un percorso lineare di continui miglioramenti... tutta la prudenza con cui la scienza adesso tiene conto di questi processi, dovremmo imparare ad applicarla anche in altri settori, ed essere meno dogmatici nel definire ruoli e consolidare certezze... grazie del tuo contributo!

il 14/04/2026 alle 00:27

Questo testo poetico unisce immaginazione e pensiero scientifico per riflettere sul funzionamento dell’universo. L’ambientazione a Praga, alla corte di Rodolfo, richiama un periodo storico in cui astronomia, filosofia e arte erano profondamente intrecciate. La figura dell’uomo che “spiega” i moti delle comete rappresenta il sapere scientifico nascente, mentre il discepolo Giovanni simboleggia la curiosità e il desiderio umano di comprendere il cosmo. La poesia presenta una visione dell’universo come sistema armonico e dinamico: le sfere, i cerchi e le orbite richiamano le antiche teorie astronomiche, ma non sono elementi rigidi. Al contrario, si deformano, si muovono, cambiano velocità, suggerendo un cosmo vivo e in continua trasformazione. Questo aspetto è importante perché mostra il passaggio da una visione statica e perfetta dell’universo a una più complessa e moderna. Un tema centrale è quello del movimento: le comete, i pianeti e le sfere seguono traiettorie che sembrano quasi musicali. Infatti, nella parte finale, l’universo viene paragonato a uno strumento musicale, un liuto, le cui corde sono il tempo e lo spazio. Questa immagine suggerisce che dietro il caos apparente esiste un’armonia profonda, anche se difficile da cogliere. In sintesi, la poesia propone una visione affascinante dell’universo come equilibrio tra razionalità e mistero, tra ordine e movimento.Abbracci Illune, sempre interessanti i tuoi scritti...

il 14/04/2026 alle 07:23

Ninetta, le tue analisi sono sempre attente e sorprendenti, entri nei versi e ne cogli le sfumature, sviscerando i sottintesi di un'idea retrostante come i legami profondi e misteriosi che sussistono tra l'elemento razionale e quello irrazionale di un percorso del pensiero... legami inscindibili, per ora e da tempo immemore, ma affascinanti come una poesia, come la poesia... Ti ringrazio tanto

il 14/04/2026 alle 22:39

L'ho letta adesso e mezz'ora fa ho scritto qualcosa su Keplero. È una coincidenza fortuita ma frutto di interessi comuni. La pubblicherò tra un po', per limarla e non ingolfare, scrivo troppo, a raffica. Nello specifico hai molta stoffa, da vendere. I miei sinceri complimenti Con sincera osservanza, Ancient

il 21/04/2026 alle 15:46

Non vedo l'ora di leggerla, Ancient! Io apprezzo molto la tua scrittura e non la trovo affatto ridondante, al contrario... le tue parole creano atmosfere intriganti e suggestive, accentuate da tutti quei rimandi appena accennati...

il 21/04/2026 alle 21:36

Le tre leggi di Keplero..... I) ogni pianeta non danza in cerchio, ma in ellisse..... Bravissima Illune

il 22/04/2026 alle 20:01