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Pubblicata il 13/04/2026
È un arido rintocco di ore sulla ghiaia,
qesto insistere dei passi lungo il muro
scrostato dal salino e dal meriggio.

Non cercare la parola che ti salvi,
o il gesto che sciolga il nodo della rete:
qui l’ombra è un cane bastonato,
e il sole un chiodo fisso nella calce.

Si sgretola il valore nel setaccio
di giorni uguali, persi tra i detriti
di una memoria che non ha più voce.

Resta soltanto il cigolio della carrucola
nel pozzo vuoto, un’eco di ferraglia,
e questo stare tra le cose rotte
come un inciampo nella luce ferma.

Ma forse è proprio in questo non-ritorno,
nel fossile del tempo che indurisce,
che impariamo la pazienza della pietra.

Non c’è varco nel muro che si sgretola,
soltanto un abituarsi all’assenza,
e sorridere, a labbra secche, all’idea
che la ferita sia per noi la cura.
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non mi perdo in inutili commenti ma mi adagio nei tuoi versi che illuminano la mia lettura. molto gradita! un abbraccio.

il 13/04/2026 alle 12:11

Adoro tutte queste meravigliose citazioni, inserite con l'amore con cui ci si prende cura di una cosa preziosa... testo superbo

il 13/04/2026 alle 17:45

La pazienza della pietra è travolgente. Mi piace tutta.

il 13/04/2026 alle 19:36

Sì, davvero superbo.

il 13/04/2026 alle 19:39

A distanza di ore sono tornato a rileggere con ammirazione. Caro William, è un vero piacere.

il 13/04/2026 alle 21:04

Testo Montaliano nel lessico, nelle immagini, nell’anti-retorica.Molto suo nella chiusura totale, nella mancanza di qualsiasi “varco”. Che splendido e raro autore che è.Un caro saluto Matteo.

il 13/04/2026 alle 21:57

Meravigliosa. Ogni verso è di una pienezza che illumina.

il 01/06/2026 alle 19:53