Infatti cara Ninetta, tu porti l'amore che hai ricevuto. Immensa sei tu! Color d'un campo immenso è fiorir d'amore intenso.
Cara ninetta, ti ringrazio qui (se no il commento ti sfugge) per la tua partecipazione alle mie parole sparse... La tua sensibilità ti porta a sviscerare gli autori che leggi, tirando fuori anche ciò di cui nn ci si rende conto.
La tua, è una visione ottimista della vita e di certo rispecchia il tuo carattere aperto, solare... : la vita può essere un campo fiorito ma tra questi romane il ciclo naturale, quindi avremo fiori nuovi e fiori morenti e via dicendo: ma tra questi c'è sempre l'erbaccia che si cerca di estirpare anche se essa fa parte della stessa vita che oggi dà, oggi leva,,, in un altalenante biancho/nero che ci permette di imparare e distinguere...
Cara Ninetta, è profondo il modo in cui non descrivi l'amore come un evento statico, ma come un ecosistema dinamico. C’è una verità nuda nel riconoscere che la bellezza di un campo non dipende solo da ciò che è sbocciato, ma dalla potenzialità dei vuoti: quei semi che restano sotto terra o quegli steli spezzati che non tolgono dignità all'insieme, ma ne definiscono la profondità. Il passaggio sul polline e sui semi lanciati senza certezza ribalta la prospettiva comune: l'amore non è un possesso, ma un transito. Sei al contempo il giardino e il vento che lo attraversa. È una riflessione che non nega il dolore, ma lo integra in una grandezza ostinata che continua a respirare, anche dove manca qualcosa. Splendida l'idea che restare sia un atto d'amore tanto quanto fiorire. Sei grande!
Grazie di cuore per queste parole così piene. Mi piace pensare che sia proprio così: che ognuno di noi porti ciò che ha ricevuto e lo trasformi, come un campo che restituisce colore e vita. Se qualcosa fiorisce, è anche grazie agli sguardi che sanno vederlo.Grazie Poe...Abbracci tanti...
Grazie di cuore, Silia. Sapere che i miei versi riescono ad accompagnare un tuo risveglio è forse una delle cose più belle che possa desiderare. Se anche solo per un attimo la giornata si colora, allora il campo ha davvero fiorito.E forse continua a farlo, ogni giorno, in modi sempre nuovi.Buona giornata fiorita.
Hai ragione Gabry, la vita non è solo fioritura ma anche ciclo, contrasto, presenza di ciò che non vorremmo. Anche l’erbaccia, in fondo, ci insegna qualcosa. Forse il campo è proprio questo: imparare a riconoscere tutto, senza smettere di cercare il fiore. E, nonostante gli imprevisti e ciò che manca, sento che continua a vivere e ad espandersi , perché è la vita stessa che non smette di nascere. Grazie per questa riflessione così lucida.Complimenti per i tuoi scritti poetici.
Carissimo Sir:Le tue parole mi arrivano in profondità. Hai colto qualcosa che per me è essenziale: l’amore come movimento, come passaggio, più che come possesso. L’idea che anche il vuoto abbia un senso e una dignità è ciò che cerco di non dimenticare. E forse è proprio lì che il campo continua: nonostante ciò che si interrompe, resta una forza che insiste, che si allarga, che continua a vivere. Ti ringrazio davvero per questo sguardo così attento e generoso.Abbracci sempre.
Leggere le vostre parole è come vedere il campo attraverso altri occhi. Ognuno di voi ha colto qualcosa che lo rende ancora più vivo. E mi conferma una cosa: nonostante tutto , i cicli, le interruzioni, gli imprevisti , il campo continua. Si espande, respira, cambia. Forse è proprio questo che chiamiamo vita. Grazie a tutti, davvero.Con affetto!
''amare è questo:/fiorire dove si può/restare dove si deve/e credere/anche tra i vuoti/che qualcosa, da qualche parte/stia ancora nascendo.'' E' come quel campo che esiste, anche se non sa perché , anche se non lo ha scelto ...trova il suo senso in questa ''follia''. Ninetta questa tua poesia mi ha strizzato il cuore , lo ha fatto a pezzi e ricomposto e mi ha toccata profondamente ...Soprattutto i versi che ti ho riportato hanno dato una risposta ai miei perché. Grazie e baci di cuore . Eos
Mi fa molto piacere che quei versi ti siano arrivati così, soprattutto quello del “fiorire dove si può” e del “credere anche tra i vuoti”. In fondo era proprio questo che cercavo di dire: non un’idea di perfezione o di risposte, ma la possibilità che la vita continui a muoversi anche quando non si capisce bene come o perché. Come un campo che non smette di essere vivo anche nei passaggi più spogli o silenziosi. Forse la cosa più difficile è proprio quella di restare in ascolto di ciò che non è ancora visibile, di ciò che sta nascendo piano piano, anche quando non si vede subito. Ti ringrazio perché nel tuo modo di leggere hai dato a quei versi una profondità nuova, che li rende ancora più veri.Eos, capisco profondamente ciò che pensi e a cosa ti riferisci...ti abbraccio affettuosamente.