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Pubblicata il 11/04/2026
l’alba tersa alle vele
chiama altre barche sul mare
al timone quest’attesa
e nello scafo
l’ansia di accostare

ricordi vivi
tirati nelle reti
naufraghi tormenti perduti lontano
voci del tempo dentro la stiva
onde nella memoria e alla deriva
che sulla spiaggia rivoltano sassi
conchiglie e pensieri strani

pagine libere
quei gabbiani aperti al sole
e all’argano tiri una mente in secco

sa di sale e amaro
il ricordo di chi non torna
mai davvero
quando a sera le nostre donne
stendono sul tavolo
tanta solitudine
e apparecchiano
la notte profonda nei vicoli
dove i vecchi all’ultima pesca
stanno fissi

tu che torni
dal tempo vinto
come un sogno perduto
al convento nostro beato
racconta la tua storia di tanto mare
ascolta la voce di chi è perduto

portami un gioco
che hai da tanto lasciato nel cassetto
un sorriso ultimo
in fondo alle rughe dure
prima di bucare
la fodera

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scritta nel 1990 al ventesimo dalla maturità...sul mio jou tube c'è una rarità, del mio prof che centenario declama a silvia da non vedente e in carrozzina, e qui siamo al 2020 cioè al cinquantesimo e non ti dico le mie lacrime....grazie a Mitri per sempre e a Valerio, grazie di cuore, mi scuso ma ho dovuto difendermi da voti invadendti e sormontanti , in collegio odiavo pagelle e classifiche, che ci volete fare sono così, e un poco di rispetto forse me lo merito...

il 11/04/2026 alle 09:34

Non mi metto a fare il commentatore. Questa tua l'ho molto apprezzata. Un saluto

il 18/04/2026 alle 18:37