Il tuo, gioia mia, è un invito a comprendere che il mondo non crolla se ci fermiamo ad ascoltare noi stessi. Anzi, solo quando smettiamo di essere l'unico polmone della situazione, permettiamo agli altri e a noi stessi... di respirare davvero. Brava, Nin! Tvb
io sono sempre incantato dalla tua dolcezza, dai tuoi personaggi e dai tuoi insegnamenti. dopo un anno in PH sei la medesima cara e stupenda persona che ho conosciuto e con la quale mi vanto veramente di essere amico. tutte le tue doti vanno a fondersi nella capacità espressiva che sai mettere nei tuoi scritti. sei un'anima nobile e le tue parole non sono versi ma sono preghiere. grazie Ninetta.
Grazie per i bei commenti Sir, Polly, Poe... affettuosamente grazie!
Alcuni giorni fa ho letto un articolo su Seneca e , come spesso mi succede, ho tentato una rielaborazione molto profonda e coerente del suo pensiero .Seneca mette in guardia da un pericolo preciso: perdere il proprio giudizio inseguendo ciò che gli altri si aspettano o approvano.Io l'ho trasformato in qualcosa di ancora più concreto e psicologico.Perdere se stessi nel bisogno di essere necessari agli altri. E questa è una traduzione moderna, quasi esistenziale, perfettamente legittima.Ma Ci sono passaggi in questa mia storia che sono in piena sintonia con lo stoicismo: “Non si chiedeva più se una decisione fosse giusta, ma solo se la rendeva necessaria agli altri.” Questo è esattamente ciò che Seneca critica: vivere secondo criteri esterni invece che secondo ragione. La “folla” creata nel bosco. La folla, in Seneca, non è solo tante persone: è un modo di pensare passivo. Io lo mostro attraverso animali che smettono di scegliere. L’assenza interiore della volpe è molto stoica: quando non vivi secondo te stesso, perdi la tua integrità (unità Interiore). Ma in certi punti vado oltre Seneca faccio qualcosa di mio, e funziona:introduco il tema dell’amore reciproco do spazio al bisogno di essere visti e non solo utili,trasformo la filosofia in una storia simbolica ed emotiva.Il poeta è una figura interessante: non è una guida stoica classica, ma rappresenta uno specchio. E questo è molto moderno.Ma arrivo al punto più importante... Questa frase è il cuore del racconto: “Aveva confuso l’aiutare con il rendersi indispensabile, il dare con lo scomparire.” Qui c’è tutta la filosofia: distinzione tra virtù autentica e illusione dell’ego, critica sottile al bisogno di approvazione, poi recupero dell’identità. Per gli stoici, aiutare gli altri è giusto , ma solo se non si perde la propria libertà interiore Aggiungo, anche,la volpe sceglie di aiutare (non ne è schiava) e il suo valore non dipende dall’essere utile. Sono partita da Seneca e camin facendo l' ho tradotto in esperienza umana. Ho aggiunto una dimensione emotiva che nei testi stoici è meno esplicita. Saluti.
La volpe, che aveva una duplice identità in Loria, ora ne acquista una terza che non smentisce ma integra amplificando la sua personalità, come quando la musica si fa filosofia, sa aspettare ed è poesia... questa è la dimensione emotiva di cui parli! Seneca sapeva che sarebbe arrivato qualcuno a dire, non spiegare, dove corrono le comete...
Sentivo che mancava qualcosa che non era nella ragione, ma nell’esperienza. Tu l’hai chiamata terza identità, ed è esattamente la sensazione che avevo senza saperla nominare. Forse è lì che la filosofia smette di essere solo pensiero e diventa vita, o poesia. Quella frase sulle comete mi è rimasta dentro: forse non vanno spiegate, ma solo seguite. Grazie, perché mi hai fatto arrivare lì senza bisogno di dirlo.Grazie per il tuo bel commento.Abbracci.