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Pubblicata il 10/04/2026
Continuare l'eredità di Vincent Corleone significa esplorare un'era di
declino e brutalità, dove l'eleganza diplomatica di Michael lascia il posto a un regno più impulsivo e moderno. Vincent Mancini-Corleone ha
consolidato il potere con la violenza, eliminando i nemici interni che
vedevano la morte di Mary come un segno di debolezza della famiglia.
Tuttavia, il suo temperamento ereditato da Santino crea costanti attriti con la Commissione.
Vincent vive come un "monaco guerriero", tormentato dal senso di
colpa e negandosi ogni amore per onorare il patto fatto con Michael:
abbandonare Mary in cambio del titolo di Don. Mentre cerca di
controllare le nuove frontiere del gioco d'azzardo legale, si affida ai
vecchi diari dello zio e alla saggezza di un anziano e stanco Al Neri. La
storia culmina con il suo tentativo di "ripulire" definitivamente il nome
Corleone, realizzando però che la sedia del Don è, per definizione, un
trono di solitudine.
L'atmosfera è tesa. Non siamo più nei retrobottega fumosi degli anni
'40, ma nell'attico blindato di un hotel di lusso. I nuovi boss vestono
abiti su misura e parlano di finanza, ma la ferocia è immutata. Al
centro del tavolo siede Vincent. Ha i capelli brizzolati sulle tempie e lo sguardo di chi non dorme da anni. Accanto a lui, come un’ombra del
passato, Al Neri.
Joe Zaluchi: "Vincent, siamo qui perché i tempi sono cambiati. La
strada non è più quella di una volta. La droga muove miliardi, eppure
tu continui a porre veti. I russi entrano a Brighton Beach, i colombiani controllano i moli. Noi dovremmo restare a guardare per onorare i
vecchi divieti di Michael?"
Vincent ruota lentamente l'anello d'oro. Il silenzio si prolunga finché la tensione non diventa insopportabile.
Vincent: "Mio zio Michael vedeva lontano. Sapeva che il veleno finisce
per uccidere anche chi lo vende. Ma io non sono Michael."
Un mormorio attraversa la stanza. Qualcuno accenna un sorriso
speranzoso. Vincent si sporge in avanti e la voce si abbassa di
un'ottava, diventando gelida.
Vincent: "Io non vi proibirò di fare affari. Ma voglio una percentuale su ogni grammo che entra in questa città. E voglio che i vostri soldati
smettano di sparare per strada come dilettanti. Ogni poliziotto pagato
da me, lavora per me. Se attirate l'fbi sulla mia porta perché non
sapete gestire i vostri uomini, non sarà un giudice a condannarvi. Sarò
io."
Boss di New York (irritato): "E se decidessimo che la tua percentuale è troppo alta, Vincent? I Corleone non hanno più l'esercito di una volta."
Vincent non batte ciglio. Fa un leggero cenno con la mano. Al Neri fa
un passo avanti, posando un fascicolo sul tavolo. Contiene foto scattate quella stessa mattina: le mogli, i figli e le amanti di ogni uomo seduto
a quel tavolo.
Vincent: "L'esercito non serve quando sai esattamente dove dorme il
nemico. La Commissione esiste per evitare la guerra, non per
dichiararla. Ora, servitevi pure del vino. Abbiamo molto di cui
discutere."
Il regime di terrore psicologico crea una pace fragile. Vincent sospetta
una talpa: qualcuno sta drenando fondi dai conti "neri" della famiglia.
Incarica Neri di indagare non sui soldati, ma sui contabili. I sospetti
cadono su un giovane protetto, l'avvocato Genco Abbandando Jr., unico a conoscere i punti deboli della struttura finanziaria.
Mentre Vincent cerca prove, Zaluchi attacca i flussi di reddito dei
Corleone bruciando i magazzini al porto. Vincent non risponde con le armi, ma con un "intervento chirurgico". Si presenta al funerale di un
socio di Zaluchi, da solo e sotto la pioggia.
Vincent (sussurrando a Zaluchi): "So chi ti sta passando i miei libri
contabili. Pensavi ti rendesse invincibile, ma ti ha solo legato un cappio al collo. Perché quando prenderò la talpa — e la prenderò stasera — lui canterà il tuo nome davanti a un procuratore federale per salvarsi la
pelle. Hai tempo fino all'alba per restituirmi i moli e consegnarmi chi ha dato fuoco ai miei magazzini. O sarò io l'unico Corleone a restare fuori, mentre tu marcirai in cella."
Genco Jr. è legato a una sedia in un seminterrato di Atlantic City. Non
è stato sfiorato, ma il terrore di aspettare Vincent lo ha distrutto.
Vincent entra, si toglie il cappotto bagnato e si siede di fronte a lui con calma inquietante.
Genco Jr. (tremando): "Vincent, posso spiegare... mi hanno
minacciato. Sapevano dove andava a scuola mio figlio!"
Vincent: "La scelta si ha sempre, Genco. Tu hai scelto di scambiare la
mia fiducia con la tua vita. Ma ti offro una terza via. Tornerai da Zaluchi e gli dirai che sto spostando tutti i capitali in un fondo offshore a
Panama per scappare in Sudamerica. Gli darai le coordinate."
Genco Jr.: "Ma... sono i conti della famiglia. Se li prende, sarete
rovinati."
Vincent (sorridendo): "Quei conti sono un'esca. Sono collegati a
un'indagine dell'Antiriciclaggio che monitoro da mesi. Non appena
Zaluchi muoverà un solo dollaro verso i suoi conti privati, attiverà ogni allarme del Tesoro. Sarà lui a finire sotto inchiesta federale, non io."
Il piano funziona perfettamente. Zaluchi, accecato dall'avidità, tenta il
colpo e viene arrestato dall'fbi in un raid simultaneo. La famiglia rivale è decapitata senza che i Corleone abbiano sparato un solo colpo.
Quella notte, l'auto di Genco Jr. viene trovata abbandonata vicino al
molo. Di lui non si saprà più nulla. Vincent entra nello studio che fu di
Michael e Vito. Chiude la porta a chiave, restando solo nell'oscurità. Il
Padrino è ora, a tutti gli effetti, il padrone assoluto di New York, ma
prigioniero della sua stessa ombra.
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Bravo Sir, hai una gran fantasia nel raccontare,mi piace leggerti.Ciao da Paola

il 11/04/2026 alle 11:03

Già ti vedo, mentre leggi, e ciò mi piace. Già ti vedo, mentre scrivi, e ciò è fantastico! Grazie assai, Milady!

il 11/04/2026 alle 13:42

Eppure penso che apprezzando la tua bravura e fantasia, a quanto pagherebbe il Padrino per una notte di sonno da giusti . Vivere ''prigionieri della propria ombra'' deve essere allucinante. Bravo Sir ! Ti abbraccio Eos

il 11/04/2026 alle 21:58

Grazie per il Top dei complimenti, amica Eos! Purtroppo vi sono ruoli ai quali, per appartenenza familiare, non vi si può sottrarre! Ma hai ragione, un Padrino, vorrebbe purificare il suo futuro per consegnare legalità ai propri figli! Ti abbraccio e bacio le mani!

il 11/04/2026 alle 22:49