PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 10/04/2026
“Quando ero aria, mamma, dov'ero?”
e un gesto breve della tua manina
aperta verso l'alto
sorprese la lentezza del mio sguardo
tra l'ingenuo e l'incredulo
che s'affannava a ripescare un tono
di serena fermezza per rispondere...

in quella luminosa inconsistenza
di glicini al vento della luna
chiedevi la certezza della pena
o la speranza di sopprimere
la sensazione di un mondo labile?

tu meglio di me amavi dire
quello che io tacendo non volevo
o non sapevo di conoscere.
non so perché, parlavo
di luce inverosimile
tra le acque, le tenebre
e catene di anime, incanti
e canti cosmici
di angeli in volo cantanti...

no, non basta, non contano le ore
spese in parole dette o sottintese
tu conti ancora gli anni che proseguono
l'urgenza del tuo chiedere
senza il conto di anni conoscibili
e passati indelebili...
quanto saprai senza conoscere
sarà una sfida
alla cadenza lenta, irreversibile
della mia vita.
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Teneramente struggente quanto affascinante, cara amica Illune! La tua sensibilità trasforma il tutto in una Visione esemplare! Applausi

il 10/04/2026 alle 20:27

un'anima limpida diventa confidente dentro versi delicati e sensibili. sono ammirato, cara amica mia. un abbraccio.

il 10/04/2026 alle 21:18

Grazie Silia, mi basta sapere che qualcosa di me e di mio ti sia arrivata... sempre che sia veramente mio, naturalmente. In realtà nulla ci appartiene se non si appartiene ad alcuno, forse :-)

il 10/04/2026 alle 21:23

Una visione vagamente dantesca, Sir, sei d'accordo? I Grandi non si dimenticano mai... grazie della tua lettura!

il 10/04/2026 alle 21:26

Io tentavo la via della confidenza, Poe... forse non ero così convincente perché non ero convinta nemmeno io di come affabulavo qualsiasi risposta, che risposta non era, ma solo un modo di dilatare la domanda. Il bimbetto di allora adesso è una linguaccia irripetibile, e lo amo così com'è!

il 10/04/2026 alle 21:33

Una Visione Dantesca, Ill

il 10/04/2026 alle 23:02

La poesia presenta un dialogo tra una madre e un bambino che pone una domanda profonda e quasi filosofica: “Quando ero aria, mamma, dov’ero?”. Da questa domanda nasce una riflessione sul mistero dell’esistenza e dell’origine della vita. Il bambino, con la sua innocenza, mette in crisi il pensiero dell’adulto, che cerca di rispondere ma si trova davanti a qualcosa di difficile da spiegare. La poetessa usa immagini molto suggestive e simboliche, come la “luce inverosimile” o i “glicini al vento della luna”, per esprimere un’idea di realtà sospesa tra il concreto e l’immaginario. Il testo evidenzia il contrasto tra la purezza delle domande infantili e l’incertezza delle risposte degli adulti. Inoltre, emerge il tema del tempo che passa e della difficoltà di dare senso alla vita con parole definitive. Questa poesia c' invita a riflettere sul mistero dell’esistenza, che non può essere spiegato completamente, ma solo sentito e vissuto.Complimenti! un bel testo, molto interessante.Abbracci!

il 11/04/2026 alle 05:22

È un frammento di pura bellezza spirituale, dove la parola cerca di scavare un solco nel vuoto lasciato dalle risposte che non abbiamo..Brava Illune

il 11/04/2026 alle 11:09

C'è tanta bellezza e verità. Mi hai fatto ricordare di me, bimbetto, e già gatto mammone, come sono tuttora, a distanza di oltre undici anni dalla morte di mia madre. Delle domande che le ponevo, ingenue, ma ispirate dalla tristezza e ansia che ci attanagliano alle prime avvisaglie di cosa sia la vita, con i suoi imperscrutabili, a volte angosciosi misteri. Lei sapeva 'rifilarmi' delle certezze rassicuranti, con dolcezza e amore per me. Nietzsche, che, essendo pazzo, ci capiva, sostiene che il ricordo è nemico della vitalità, perche' chi vuole vivere deve dimenticare. Ma vivere come? Come una bestia, anzi, un bruto, perche' le bestie non conoscono l'abbrutimento. Complimenti, ciao :-)

il 11/04/2026 alle 14:55

Grazie, Ninetta, le tue parole mettono molto bene in evidenza il disagio, la sorpresa, ma anche la soddisfazione, di trovarsi a dare risposte su un tema così impegnativo... grazie ancora!

il 12/04/2026 alle 00:38

Polly, è verissimo quello che dici... un 'solco nel vuoto' esprime in modo impareggiabile l'impossibilità di dare risposte alle domande della poesia, me ne ricorderò!

il 12/04/2026 alle 00:44

MariaRosa, mi hai preso in contropiede su Nietzsche, lo ripasserò prima di dare un completo riscontro alle tue parole... comunque sono d'accordo con te sull'importanza del ricordo, che è qualcosa di più della memoria, in quanto legato al contenuto affettivo che lo contraddistingue... grazie dell'attenzione!

il 12/04/2026 alle 00:51