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Pubblicata il 09/04/2026
Questo mare senza riva
non minaccia: sta.

Quel suo stare
scioglie i contorni,
slaccia i gesti
come bottoni stanchi.

Non c’è patema,
solo un suadente attrito
tra il respiro
e il suo contrario.

Dentro quel mare
senza riva
freme un resto
che insiste
quando tutto cede,

come se l’attesa
fosse già
ritorno.
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Splendidi versi.Un saluto Paola

il 09/04/2026 alle 11:53

Adoro gli ultimi tre versi. Bravo!

il 09/04/2026 alle 13:46

i tuoi contorni potranno anche cedere, ma mi piacciono molto, caro Eriot! un caro saluto.

il 09/04/2026 alle 13:53

Ben costruita e salda! Ben tornato, Eriot!

il 09/04/2026 alle 17:36

Slaccia i gesti come bottoni stanchi,capisco cosa intendi Eriot,l'icona e' da 57°livello,la scrittura e' scultura,ma in merito a stanchezza e "livello",ebbene,spero di non arrivarvi!Zao.

il 09/04/2026 alle 19:27

Grazie amici. Avete ben capito e questo è tutto (... e un abbraccio a Sir ).

il 09/04/2026 alle 21:38

Grazie Silia.

il 11/04/2026 alle 08:29

Mi sembra che al centro di tutto vi sia la permanenza, di natura bipolare. Staticità e moto, alto basso, bianco e nero comunque procedono sul filo di una rassegnazione speranzosa. Contraddizione? Non credo, lo scorrere non ha connotazioni.

il 11/04/2026 alle 11:39

"...lo scorrere non ha connotazioni" mi piace e credo di poterlo associare al mare che non minaccia ma "sta". Non avevo, invece, colto la possibile bipolarità della permanenza che ho tentato di descrivere. Ora la rileggo. Grazie del commento.

il 12/04/2026 alle 18:38