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Pubblicata il 08/04/2026
Una vecchia soffitta, con vista sul mare,
e, un tramonto, da guardare,
da dipingere, cantare o, suonare,
gente, che muore di fatica,
per quel pesce, che, non basta mai.
quanti, ne ho visti partire, e, non tornare,
vento, acqua e bufere, in quelle notti nere,
pensando sempre, a quel posto,
dove bisogna tornare, ad ogni costo,
da chi, non si stanca mai, di aspettare.
mamme, figlie, e, giovani spose,
donne, ancora bambine, dalla pelle di ebano,
che ogni notte, pregano verso la luna,
cantando ninne nanne, di fortuna,
per quel neonato, nella culla,
davanti, ad un camino acceso,
che, a fatica riscalda, una piccola stanza.
qua, ogni sera, nasce il Signore,
qua, si fa l'amore,
e l'arte, da sempre, è messa da parte,
assieme, a quella magia, che non va, mai via,
quella, che ci fa accontentare,
anche solo, di una soffitta, con vista mare,
di un porto, e di una taverna, dove povera gente,
è orgogliosa, di non chiedere, niente!
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