Una ricerca di certezze, direzioni, stabilizzazioni e riferimenti attraverso un‘esperienza sensoriale e percettiva dove la dimensione onirica emerge come autentica espressione degli aspetti più reconditi e inaccessibili dell’Io. Tutto sembra incanalarsi nelle giuste collocazioni fino a condurre a quell’ingresso spesso precluso nella realtà di ordinario bullismo, fatta di tanti “urti del gomito contro sempre gli stessi spigoli”. Basta però una seppur embrionale consapevolezza del risveglio e tutti “i colori cadono” e “tutto” si presenta ancora "da rifare”. Finché non torneremo a scrivere due righe, ovviamente.
Hai immaginato di mettere ordine tra ingombri ed eventi con una visione verosimile, ma con i piedi a terra i passi diventano più pesanti. Molto bella. Un abbraccio.
Seduce in quanto ammalia il lettore indirizzandolo ad una prospettiva regolatoria ed organizzativa! Attendo Visione
Poe, Sir, Gianluigi, baci a profusione a voi. Grazie per i commenti @ per Sir: che genere di visione vorresti?
Dopo che metti giù un piede, apri gli occhi e cadono i colori ... a quel punto... sforzati di vederla!
Sir, ho appena finito di mettere in versi la mia visione ma dovrai aspettare, la programmazione segue una burocrazia tutta particolare. Forse potrei metterla fuori onda. Ho bisogno di pensarci un po’, kiss
Ciao Silia, anche a me piace molto come scrivi. La sera anche io non connetto, don’t worry
Stavo per perdere questa chicca... mi ha raggiunto in ogni poro dell'anima, colorando i miei anfratti più reconditi... ecco dove vanno a finire, quando cadono, i tuoi colori: animano ed emozionano la nostra lettura! Ma non lasciarli cadere tutti, ne voglio avere molti altri ancora!
Grazie Illune. Per me il tuo commento è un onore. Sei tra quelli che preferisco qui. Anche per me è un piacere leggerti.