E' tam tam del cuore
quando m'abbracci
nella foresta dei nervi
la fragilità abbandono
e come una chiromante
mi rigiri e rigiri domande
mai sazia di mondi eterei
trattenendomi dalle fughe
dove voci ancestrali prendono forma
prima di ogni bacio
prima che il fulmine
travasi dal cielo alla terra
nel calice la comunione
dei corpi.
siamo lucciole
fuori tempo
in queste fredde sere
nelle tenebre
scintillare amore sereno
e qualche ironia
del divenire delle mani
un intricato venoso del cielo
nell'impalcato roseo delle nuvole.
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