Diviso il mondo tra i fratelli eroi,
il sorteggio fissò i destini suoi.
A Zeus il cielo e il folgore fiammante,
re degli dèi sul monte sfolgorante.
Poseidone ebbe il regno delle spume,
col suo tridente a domar ogni fiume.
Il cupo Ade scese nel profondo,
dove il silenzio avvolge tutto il mondo.
Poi venne l'ora della sacra prole,
figli nati dal raggio e dal gran sole.
Dalla testa di Zeus, con un fragore,
Atena uscì nell'armi e nel valore.
Senza una madre nacque la sapienza,
portando al giusto senno la presenza.
Era, la sposa, irata nel suo cuore,
guardava ai figli nati dall’errore.
Dalla schiuma del mar, bianca e divina,
sorse Afrodite, grazia mattutina.
Amore e incanto sparse sulla terra,
vincendo il freddo che la vita serra.
Negli antri caldi Efesto il dio del fuoco,
batteva il ferro e non era per gioco.
Zoppo nel piede ma nell’arte immenso,
diede alla forma un battito ed un senso.
Latona poi, fuggendo l'odio amaro,
diede alla luce un astro d'oro e raro.
Apollo sorse, dio della bellezza,
che scaccia il buio con la sua chiarezza.
Insieme a lui la Luna, sua sorella,
Artemide che insegue ogni novella.
Cacciatrice nei boschi e tra le piante,
col suo arco d'argento fiammeggiante.
Fu il messaggèro dai calzari alati,
Ermes che guida i passi dei beati.
Ladro astuto e di sogni protettore,
corre nel vento e placa ogni dolore.
Infine il dio che scuote ogni coscienza,
Dioniso re di tùtta l’eccellenza.
Tra vigne e canti sparge il suo furore,
vincendo il tempo col suo gran vigore.
Così l'Olimpo vide la sua gloria,
mentre il destino scriveva la storia.
Ogni potere aveva il suo altare,
tra le montagne e il battito del mare.
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