?I suoi versi scorticano la pretesa di una voce "giusta" o "pulita". C’è una verità brutale nel rifiuto di quel luglio del '63 e dei paradisi artificiali di Huxley; rimane solo il corpo nudo della storia, tra la mitraglia e il vento che non ascolta più.É una pulizia che sa di officina e di bucato ruvido,un tentativo di liberare l'Aorta dalle incrostazioni del giudizio.Testo magistrale per scrittura e contenuto.Un cordiale saluto.
Verrebbe da lasciarti un grazie ma sappiamo entrambi quanta valenza possa avere ciò. Supero i convenevoli e mi accomuno alla profonda "sensitivita'", che si evince dai tuoi testi di alto spessore.