Benvenuti nel museo del domani,
dove le rughe sono peccati mortali
e i volti hanno la texture di un cruscotto nuovo.
Il sole tramonta, ma nessuno lo nota:
siamo troppo occupati a cercare l'angolazione
per far sembrare reale una vita di cartone.
L'anima è un accessorio fuori produzione,
sostituita da un filtro che pialla il dolore.
Ed eccolo lì, il trionfo dell'artificio:
un uomo che sorride all'abisso della sera.
È una maschera di lucido silicone ,
un'allegria sintetica che non conosce tregua.
Il botox ha tirato così forte la recita
che i muscoli si sono arresi alla plastica:
sorride ancora, immobile e grottesco,
mentre dentro vorrebbe urlare,
ma la sua faccia è un contratto blindato
che gli vieta, per sempre, la libertà di un pianto.
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