Ti leggo spesso, e si capisce che dietro i tuoi testi c’è ricerca, ironia e anche profondità. Però, da lettrice, ti dico con sincerità che la difficoltà da sola non basta a tenere dentro chi legge. Un testo può anche essere complesso, ma dovrebbe restituire almeno un’immagine, un’emozione, un appiglio. Nei tuoi, a volte, resta soprattutto lo sforzo di decifrare, più che il piacere di entrare. Non è una critica al fatto che tu scriva in modo criptico , è una constatazione: se chi legge si ferma alla fatica e non trova uno spiraglio, è naturale che non commenti o che si allontani. Forse non è una questione di “abbassare” il livello, ma di lasciare ogni tanto una porta socchiusa. Perché chi è disposto a seguirti, poi, deve anche avere modo di arrivarci. Voglio, però, dirti altro...un'altra faccia della medaglia:Secondo me, non devi cambiare il tuo modo di scrivere solo per avere più lettori. Continua a seguire ciò che senti, a scrivere come vuoi. Chi riesce a cogliere un filo, trova già molto valore. Accontentati di chi ti capisce davvero: anche pochi lettori sinceri sono un pubblico prezioso, e questo non toglie nulla alla qualità o alla forza dei tuoi testi. Quindi scrivi per te stesso e per chi ti segue davvero, perché quello è ciò che conta. Saluti...hai concordato con me una volta al mese? non mi risulta...ma se lo dici, va bene.
Ragazzi,a scrivere la poesia e' una DONNA,non io,uno dei personaggi che la narrativa e la poetica moderna affronta con liberta'.Come autore sono in sintonia col demiurgo,sir Morris sghignazza saggiamente,i personaggi sono aria genuina,e li si puo' interpretare a piacere,magari da attori di mestiere. Una volta finito il pezzo,vi leggo "voluttuosamente"e procedo imperterrito sulla "vostra"strada!