PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 21/03/2026
Una scatola di latta,
dimenticata,
scoperta per caso,
in soffitta da anni.
Fotografie vecchie.
Periodo di guerra e dopoguerra.
Una foto: bianconero-seppia,
miei zii, abbracciati, appena sposi, 1946.
Lei viso tondo, capelli troppo addomesticati.
Anch'io mi sarei potuto innamorare di quel visetto tondo.
Lui alto, allampanato, sorriso imbarazzato,
da scena.
Era l'innocenza, si l'innocenza a catturarmi.
Guerra appena finita, matrimonio, una vita davanti, progetti, aspettative.
Innocenza di quei tempi stessi...persino la testa sfocata di un passante e un'auto dai fari sporgenti conservavano un sapore di ignara ingenuità.
Innocenza di un tempo ormai rasserenato.
Morti a decine di milioni. Europa un cumulo di macerie, materiali e non, campi di sterminio.
È la foto in sé a creare l'illusione dell'innocenza.
Ironia beffarda di un tempo congelato.
È del futuro che sono innocenti.
Senza rivolgere un solo
pensiero a chi guarderà un giorno quella fotografia.
Così richiusi scatola e tutta l'onda dei ricordi,
chiedendomi chi e come guarderà le mie di foto tra ottant'anni.
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