non C’E’ piu’ religione
poco avvezzo ai racconti desidero, come già fatto di recente, portarvi a conoscenza di aneddoti che si connotano per vitalità ed ironia.
terza classe delle superiori, fine anni 70.
giornata splendidamente soleggiata a fine anno scolastico.
voglia di restare in classe: naturalmente azzerata!
dopo l’intervallo, scomposti e sparpagliati come al solito (qualcuno ancora doveva terminare la partita di briscola e la lezione non poteva iniziare fino a conclusione), fa il suo ingresso in aula
don Angelino, curato dall’indole innovativa e molto aperto ai giovani.
richiamati all’ordine, inizia quella che non è una lezione di religione classica, ma un sorta di inserimento in società con un indirizzo a sfondo religioso, ma con aperture assolutamente innovative e inclusive rispetto ai tempi.
proposte, dibattiti aperti e a volte anche qualche sbadiglio, poiché spietati come aravamo all’epoca la consideravamo un’ora di relax da non prendere troppo sul serio.
crescendo avremmo poi capito lo spessore della persona.
comincia il sottofondo di chiacchiericcio ed il Don comincia a richiamarci.
io sono l’anima della “molestia educata” che comunque non può essere gradita a chi vuole attenzione.
dopo qualche richiamo , Angelino, un metro e cinquanta di grinta e immediatezza, mi dice che mi devo accomodare fuori, ma mi invita a rientrare a discrezione, quando me la sento.
la lezione/dibattito prosegue, immagino, perché io mi faccio un giro pensando e cantando come fosse un giorno di vacanza.
in realtà mi ero inventato un’ora di aria.
a fine lezione mi cercano preoccupati e visto che mi era sfuggita l’ora esatta in cui sarebbe terminata la lezione, mi trovano nel parco adiacente che me la canto e me la rido.
il Don mi disse subito: mi hai fatto preoccupare, dove eri finito? Non ti ho più visto rientrare…
lo guardai con il mio solito sorriso che poteva sembrare beffardo, ma in realtà corrispondeva semplicemente alla mia serena espressione, e dissi:
caro Don , mi hai detto “rientra quando te la senti “ e non mi ha più visto perché non me la sentivo!
tutti i compagni radunati all’esterno dell’aula a piano terra, confinante col parco, esplosero nella classica risata che ogni giorno non poteva mancare , quasi fosse parte della didattica.
e’ un altro di quegli episodi che raccontai a mio figlio e narrai in pubblico quando serviva animare momenti di stanca in presenza di compagnia un pochino apatica.
e’ annoverato nella conta dei rimproveri di mia moglie che temeva ogni volta che mio figlio potesse emulare le orme del padre.
lo studio, comunque, procedeva a gonfie vele e le marachelle passavano in secondo piano.
momenti indimenticabili che qualcuno appartenuto a quella classe, ancora racconta.
quando incontro le carissime ex compagne di scuola, a volte rievocando il “glorioso” passato, le lascio dicendo scherzosamente: per voi è sicuramente stato un piacere.
ed ecco spontanea la classica risata di commiato.
siamo ancora amici e amiche molto legati.
abbiamo coltivato con allegria un’intesa che non ci potrà mai allontanare.
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