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Pubblicata il 20/03/2026
Terzine di endecasillabi canonici a maiore in rime incatenate aba bcb cdc ded fgfg.
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urtano addosso le onde senza sosta
e quel che resta spingono agli scogli
in un litigio tra relitto e costa

il cui fragore sordo al buio cogli.
di qualche metro a volte s'allontana
ora che pare solo legni spogli

quando prevale della tramontana
l'alito fresco che va verso il largo,
ma resta dopo qualche settimana

sempre qua sotto; forse un tempo cargo
o più probabilmente un bel veliero,
ora relitto immerso in un letargo

ha perso il suo aspetto antico e fiero.
fradicio è troppo, neanche per il fuoco
può più servire, inutile davvero;
guardo lo specchio… gli somiglio un poco.
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ioffa, 30/09/2025
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Già dopo i primi versi avevo capito il tuo messaggio... però la poesia è splendidamente triste

il 20/03/2026 alle 23:03