PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 18/03/2026
(meraviglioso e terribile)

Ho deposto le armi
sulla soglia del tuo ventre.

Resto qui -
nervo scoperto -
mentre la luce
mi fruga tra le gambe.

Essere vivi
è questo darsi in pasto:
un orizzonte che si chiude
a cerniera sul mio petto.
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4,6/5 meriti (9 voti)

Molto bella.

il 18/03/2026 alle 19:25

Meravigliosa davvero. Complimenti karma.

il 18/03/2026 alle 19:38

Karma, piaciuta tantissimo! È proprio quello stare vivi sul filo, dove attrazione e rischio si toccano. Bravissima

il 18/03/2026 alle 19:45

Concedersi è rischioso, ma c'è anche la bellezza possibile di avere molto in cambio senza averlo chiesto. Un rischio terribile, ma una meraviglia possibile. Spesso la vita corre sul filo di un orizzonte tutto da scoprire. A volte il cuore sconfina senza il nostro consenso. Mi sono tuffato nel turbine della disputa emotiva coinvolto dai tuoi versi incisivi. Un abbraccio

il 18/03/2026 alle 20:32

Suggerisce una tregua che non è pace, ma consegna incondizionata. Il corpo dell'altro non è solo meta d'amore, ma il confine dove finisce la difesa e inizia l'invasione. Uno stato di nudità psichica prima ancora che fisica. C'è un senso di claustrofobia finale ("l'orizzonte che si chiude a cerniera") che trasforma l'abbraccio o l'atto vitale in una morsa. La vita è intesa come un consumo reciproco: per sentirsi vivi, bisogna accettare di essere consumati.

il 18/03/2026 alle 22:51

La poesia riesce a catturare l’emozione nella sua forma più cruda e autentica, mescolando la timidezza e la riservatezza con un abbandono totale, quasi sacro. C’è un equilibrio delicato tra il pudore e il piacere, tra la paura di mostrarsi e la gioia di lasciarsi andare: questo rende il testo molto intenso e vivo. Il bello è che non è solo una descrizione fisica: è una mappa delle emozioni, in cui ogni parola sembra pesata per trasmettere vulnerabilità, desiderio e contemplazione, insieme.Trovo questa poesia splendida.Complimenti.

il 20/03/2026 alle 00:14

Ogni parola di una poesia breve assume un peso specifico assoluto. Chi legge ascolta ma il commento è circolare, ritorna da dove è partito perché frutto del proprio vissuto e la comunione con quel peso "atomico" spesso non è semplice. Comunque mi sembra di avvertire un abbandono di fondo unito ad una resilienza solo annunciata. Questa apparente contraddizione denota un'anima bella come la tua. Cara Karma, le debolezze sono montagne candide come le Apuane, la resistenza un necessario ma temporaneo fragile riparo, accertiamoci così, come la tua nuda tartaruga. Un carissimo saluto ed un accosto. Ancient

il 20/03/2026 alle 12:14