PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 14/03/2026
Come scheletri affossati
nell'angolo più buio
di un armadio,
prendono luce e forma
i vecchi rancori.
Riassapori tutto
il patos dei dispiaceri
e dei torti subiti.
Cerchi con affanno
di trovare ad essi
un senso ed una giustificazione,
ma non c'è, il tempo
non ha operato alcun oblio.
Per amore e per rispetto,
l' unico antidoto capace
di ricomporre quelle ossa
é la capacità di perdonare,
guardando al futuro
e mai al passato.
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amarezza e saggezza dentro versi di profonda riflessione. ci sono cose che sembrano scolpite e non se ne vanno. cara amica, ti leggo e ti apprezzo convintamente. un abbraccio

il 14/03/2026 alle 17:27

Grazie a te carissimo Poe.

il 14/03/2026 alle 17:34

Gentile Cassiopea,considero i vecchi rancori(idiozie allo stato puro,per il "linguaggio universale")materiale utile per la fabula passata e futura.In fondo se non hai sofferto,non hai vissuto,e,trovandosi a gestire la gamma dei sentimenti al gran completo sulla tastiera,la melodia suonera' sempre schietta,cosa che ai pischelli risulta difficile...

il 14/03/2026 alle 17:39

Cars San, è un colpo al cuore per la sua lucidità chirurgica. Non si limita a descrivere il dolore, ma ne mette a nudo la struttura ossea, letteralmente e metaforicamente.m ?L'Immagine del "Buio" Interiore ?L'analogia degli scheletri nell'armadio è classica, ma qui viene rigenerata. Rancori che "prendono luce", quasi avessero una vita propria, pronti a tormentare il presente. L'idea che il tempo non sia un medico, ma un testimone inerte che "non ha operato alcun oblio", ribalta l'illusione comune che basti lasciar passare i giorni per guarire. ?È di forte impatto la descrizione dell'affanno nel cercare un senso. Cattura perfettamente quel cortocircuito mentale in cui la vittima cerca una giustificazione al torto subito, finendo per riassaporare il "pathos" (il patimento) in un ciclo infinito. ?Il perdono non è un atto di debolezza, ma l'unico "antidoto" capace di ricomporre le ossa frantumate. ?La chiusa è un imperativo esistenziale. Perdonare non significa dimenticare, ma scegliere attivamente dove posare lo sguardo sul futuro. ?È un testo che scuote perché non offre scorciatoie. Dice chiaramente che il passato resta lì, rigido come ossa, a meno che non si scelga la strada faticosa ma vitale del perdono per amore di se stessi. Tvb

il 14/03/2026 alle 21:47

Caro Maurizio la tua analisi è a dir poco perfetta. Hai ragione quando dici che ci conosciamo da tantissimo tempo e questo ci permette di capirci in modo profondo e diretto. Il pathos è consequenziale al dolore per i torti subiti, si cerca la strada del perdono,ma non sempre ci si riesce e allora si guarda avanti. Grazie di cuore. Hai sempre il mio affetto. Ciao.

il 14/03/2026 alle 22:44

La capacità di perdonare è anche quella di perdonarsi, di guardare al futuro per rigenerarsi e ridimensionare, senza dimenticare, i vecchi rancori. Sono scheletri che fanno male solo a chi li conserva, non a chi ne è stato responsabile... e nella tua poesia io leggo anche che l'oblio non solo è impossibile, ma nemmeno tanto raccomandabile!

il 14/03/2026 alle 23:28

È così, per me ovviamente , a volte i ricordi sono ferite talmente profonde che è difficile la guarigione, ma il perdono aiuta molto. Grazie mille per la tua gentile attenzione. Bulba serata. Ciao

il 17/03/2026 alle 19:04