Per questo racconto-favola mi sono ispirata alle pietre sonore di un grande artista-scultore sardo: Pinuccio Sciola. Le pietre sonore di Pinuccio Sciola sono sculture davvero speciali nate in Sardegna. Sciola scolpiva blocchi di basalto o calcare creando tante incisioni sottili e parallele. Quando si sfiorano con le mani, queste fessure fanno vibrare la pietra e producono suoni sorprendenti, quasi come uno strumento musicale. È affascinante perché la pietra, che normalmente pensiamo silenziosa e immobile, diventa invece viva e capace di “cantare”. Sciola diceva che la pietra custodisce la memoria della Terra e che il suo lavoro era semplicemente liberare il suono che era già dentro di essa.Una vera poesia.Le sue pietre sonore sono state suonate da musicisti famosi e anche in certi concerti e o festival .Grande artista conosciuto in tutto il mondo.
Melodia, sogni, natura, la bellezza è dovunque, basta saperla vedere. Ci hai donato scoperta e bellezza e tuoi fantastici percussionisti hanno risvegliato l'amore per la melodia (la natura) consapevoli che la sua fine sarebbe anche la nostra. Sonno u Innamorato della natura animata ho goduto il tuo racconto. Bravissima, come sempre... Un bacio in fronte, sempre se posso.
Le tue parole , Poe,mi hanno raggiunta come una melodia sottile che si insinua tra le fronde di un bosco silenzioso. Scrivendo della volpe e delle pietre che cantano, ho voluto seguire quel filo invisibile che lega la natura alla musica, come faceva Pinuccio Sciola ascoltando le sue sculture: credere che ogni pietra, ogni foglia, ogni piccola vibrazione del mondo possa custodire un canto segreto, nascosto agli occhi distratti. È un dono raro, il tuo, far sapere che la storia ti ha fatto sentire questa meraviglia: che hai potuto fermarti un attimo, come la volpe, e scoprire la bellezza fragile e preziosa che ci circonda. Le melodie della natura non hanno tempo, eppure attraverso la lettura diventano nostre, vibrano dentro di noi, ci ricordano che custodire e amare il mondo è un atto indispensabile, quasi sacro. Se la piccola volpe e i suoi tocchi sulle pietre hanno risvegliato in te un’eco di stupore, allora il racconto ha adempiuto alla sua magia. Ti ringrazio di cuore per aver accolto questa favola con tanta sensibilità e tenerezza, e accolgo il tuo bacio in fronte come un gesto prezioso, pieno di affetto e gratitudine.
Questo racconto-fiaba ha un contenuto lirico inimmaginabile. Difficilmente m'incanto a leggere e rileggere un testo così complesso come mi è capitato in queste pietre cantanti... forse perché sfiora con leggerezza scavando in profondità tematiche che hanno radici in un passato remoto ma sempre attuali, che ci aiutano a leggere il presente, a riconoscere la verità di miti e leggende fondendo saperi antichi con il mondo della modernità artistica e tecnologica... ma la domanda "perché l’universo è fatto in modo da poter diventare musica?" contiene già una risposta, un sapere che non è frutto di erudizione ma di attenzione e studio, cioè d'amore... E la considerazione finale: "... Ogni creatura ha due nature. Una che appartiene alla terra. Una che appartiene al sogno...La musica è il ponte tra le due." mette al primo posto ciò che per tutti noi è la sola possibile risposta alle mille domande che la vita ogni giorno ci pone, una risposta che è solo una delle più alte, irrinunciabili domande, quella della Poesia! All'amico Poe... dovrebbe fischiare un orecchio!
signore care, io sono spettatore della vostra umanità e della vostra sapienza. non oso dire nulla per non inquinare le vostre autorevoli considerazioni. leggo a bocca aperta e resto ammirato. se l'orecchio fischia è percepito come suono della natura e siete voi a creare l'armonia. stima, come sempre... grazie Ninetta e grazie Illune.
Grazie Illune, per questo commento così intenso e profondamente poetico. La tua lettura coglie esattamente ciò che rende unico questo racconto-fiaba: la capacità di toccare temi antichi e universali con leggerezza e al tempo stesso profondità, mostrando come la musica e il sogno siano strumenti di conoscenza e trasformazione. La domanda “perché l’universo è fatto in modo da poter diventare musica?” non è solo retorica: racchiude già in sé la risposta, come osservi giustamente, perché ascoltare con attenzione significa aprirsi all’amore e alla comprensione della realtà che ci circonda. La fiaba della volpe, del mago e delle pietre che cantano è una metafora di questo percorso: la musica diventa ponte tra la terra e il sogno, tra ciò che è concreto e ciò che è immaginativo, tra la realtà e le possibilità nascoste in ognuno di noi. La trasformazione della volpe in donna durante il suono mostra che l’arte ,( in questo caso la musica ) non è solo un’esperienza sensoriale, ma un atto di metamorfosi interiore: ci ricorda che ogni creatura, e ogni essere umano, porta in sé due nature, e che la poesia e la musica sono vie per farle dialogare e scoprirle. In questo senso, il racconto non è solo una fiaba, ma un invito a vivere con attenzione, a leggere il mondo con gli occhi del sogno e del cuore, e a riconoscere che la poesia è la risposta più alta, capace di trasformare ogni esperienza in comprensione e bellezza.Saluti cari.
Il tuo racconto, cara amica Ninetta è una perla di rara delicatezza che trasforma la materia inerte la pietra, in uno strumento di connessione spirituale. Attraverso la figura di Loria, esplori il concetto pitagorico dell'armonia universale: la musica non è un'invenzione umana, ma una voce latente della natura che attende solo orecchie disposte ad ascoltare. ?Splendida la metamorfosi finale: l'idea che l'umanità sia una condizione legata al tempo di una melodia eleva il racconto a una riflessione profonda sulla bellezza effimera e sull'arte come ponte tra i mondi. Un testo che invita, con eleganza, a riscoprire il ritmo segreto che ci circonda. Tvb
Grazie di cuore Sir per le tue parole così profonde e generose. Sapere che nel racconto hai colto proprio quell’idea di armonia nascosta nella natura mi emoziona. L’immagine delle pietre che diventano voce era per me un modo per suggerire che la musica esiste già intorno a noi, silenziosa, e aspetta solo qualcuno disposto ad ascoltarla. La piccola volpe e le sue pietre nascono proprio da questa intuizione: che tra il mondo che tocchiamo e quello che immaginiamo esista un ponte sottile, fatto di suoni, di ritmo e di meraviglia. Le tue parole sono state come un’eco gentile di quella musica. Grazie davvero. Tvb
Tra sogno e realtà c'è un ponte che li unisce , quel ponte è la musica del mondo o meglio il suono di tutti gli elementi naturali è solo chi sa ascoltarli li sente . Loira , chissà perché, mi fa pensare che sia tu che dall'unione della filosofia ,della poesia ,degli elementi naturali , dal tuo interesse per tutto ciò che ti circonda ,dalla tua capacità di leggere dentro le parole e di ascoltare , dalla meraviglia che è dentro te , dal tuo grande senso di umanità hai il dono di trasformarti , di diventare anche se per poco una luce che illumina chi ti è accanto e di tirare fuori ciò che già è dentro l'altro o nelle cose .Ninetta è una favola bellissima la tua , insegni praticamente a guardare tutto con altri occhi, occhi che non vedono solamente ma interpretano, ascoltano , amano... Mi è piaciuto tanto leggere e sicuramente leggerò ancora perché è uno scritto che allarga la mente e il cuore . Bravissima ! Baci Eos
Grazie carissima Eos , grazie peri il tuo bellissimo commento.Abbracci tanti per te.