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Pubblicata il 05/03/2026
S'arresti il battito del mondo,
che il fiato resti prigioniero tra le labbra
come un segreto che non vuol morire.

Non vi sa ieri, né l’ombra del domani,
ma solo questo vertice di luce
dove il tempo, stanco, s’inchina e tace.

Sento il peso dolce di quest’attimo,
denso come l’ebano, puro come il sale,
un’acquerello di silenzio e di stupore.

Non è fuga, non è vana attesa:
è l’eterno che si fa respiro,
un fermo immagine inciso nella radiografia dell'anima.

Rimango qui, statua di volontà e d'incanto,
mentre fuori la vita corre e si consuma.
Io non muto. Io sono questa gioia,
un'impronta indelebile che sfida il vuoto,
un gemito di luce fermo sulla soglia.
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un istante immortalato con sapienza dentro versi splendidi. un caro saluto.

il 05/03/2026 alle 14:30