il brivido corre nei versi e perfino la morte si sente sfruttata. un caro saluto.
Che piacere, amica 00jl! Davvero una appropriata poesia di denuncia che scarnifica il linguaggio della guerra, restituendo dignità e peso fisico al sacrificio dei più innocenti, trasformando un dato di cronaca in un grido universale contro l'indifferenza. Un abbraccio
Grazie Silia per aver letto e commentato. Già, purtroppo è troppo vera. Mi spiace da morire.
Caro Sir, sei il mio faro qui in PH e è un piacere ritrovarti sempre qui a tenere la luce accesa della stanza quando riesco a riemergere dalla vita e a fare quello che mi piace. Ho letto le tue ultime e ho notato che mi sei diventato anche scrittore. Sempre più bravo.
Mi sei mancata, e lo sai! Essere il tuo faro mi responsabilizza e lusinga in modo straordinario! Sono qui, a tua completa disposizione! I mie alti rispetti! Merci beaucoup.
Questa poesia parla del dolore provocato dalla guerra e della distanza tra le parole degli uomini e la realtà delle vittime. La terra, descritta come “nuda, cruda, ancestrale”, non conosce l’espressione fredda “danno collaterale”, ma ne sente il peso attraverso i corpi dei bambini morti, che accoglie in silenzio. Le tombe, ordinate e geometriche come disegni su un quaderno, ricordano che dietro ogni numero ci sono vite spezzate e sogni interrotti. La poesia denuncia la disumanità della guerra e lascia un messaggio di memoria e speranza: “bambini alla Vita eterna”. Bellissimo testo di denuncia sulle atrocità che stiamo vivendo.Saluti.
Non rendendoci conto tavolta lla guerra inizia con un sacrificio il copione e' sempre lo stesso i Bambini .Scritto che fa venire i brividi.Un Saluto