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Pubblicata il 04/03/2026
L’ombra e la grazia dell’esserci.

nel romanzo L'ultimo lappone di Olivier Truc, la scena del ritorno della luce dopo il buio polare e il ritrovamento dell' ombra,non è soltanto una descrizione naturalistica: è una vera epifania ontologica. C’è un momento, nella Divina Commedia, in cui Dante Alighieri si accorge della propria ombra. Le anime intorno a lui non ne hanno: sono trasparenze, memorie di corpo, forme senza peso. Ma lui sì. La sua figura intercetta la luce e la restituisce come ombra sulla pietra dell’Inferno. È un dettaglio minimo, eppure vertiginoso.Dante cerca quell’ombra in Virgilio, ma non la trova. Virgilio è voce, è sapienza, è guida; ma non è più carne. Non fa ostacolo alla luce. Non la spezza. Non la trasforma. Dante invece la spezza. E proprio per questo è vivo. L’ombra, in quel gesto silenzioso, diventa la prova più umile e più solenne dell’incarnazione. Non è un’ombra tragica, non è presagio: è testimonianza. È la firma della materia che dialoga con la luce. Molti secoli dopo, nel paesaggio artico di :"L'ultimo lappone" di Olivier Truc, accade qualcosa di sorprendentemente simile. Dopo il lungo buio polare,un buio che sembra sospendere il tempo e rarefare l’identità , il sole ritorna. E con esso ritorna l’ombra.
il protagonista la vede sulla neve e si commuove.
non si commuove per il sole. Si commuove per la propria ombra. Come se, senza quell’ombra, fosse rimasto incompiuto, sospeso, quasi smaterializzato nel silenzio del nord. Come se la luce, da sola, non bastasse a restituirlo a se stesso. Qui il simbolo si fa ancora più profondo se lo leggiamo alla luce di Carl Gustav Jung. Per Jung, l’Ombra non è soltanto oscurità morale; è la parte non ancora integrata dell’essere, la profondità che l’Io fatica ad accogliere. Non c’è compiutezza senza il riconoscimento dell’ombra. E allora quelle due scene , l’ombra di Dante nell’Inferno e l’ombra sulla neve artica , sembrano dire la stessa verità: si è vivi non quando si è pura luce, ma quando si è capaci di proiettare un’ombra. La luce assoluta non genera ombra: acceca. Solo la luce che incontra un corpo genera forma.E forse è questo che commuove: l’ombra è il segno che non siamo spiriti disincarnati, non siamo trasparenze eteree. Siamo ostacolo alla luce, e proprio in questo ostacolo si manifesta la nostra realtà.
finché c’è ombra, c’è carne.
finché c’è ombra, c’è tempo.
finché c’è ombra, c’è possibilità di diventare interi.
l’ombra non è la negazione della luce: è la sua compagna necessaria. E nel momento in cui l’uomo la riconosce e la accetta rinasce, non immacolato, presente Nel romanzo L'ultimo lappone di Olivier Truc, la scena del ritorno della luce dopo il buio polare non è soltanto una descrizione naturalistica: è una vera epifania ontologica.
quando il protagonista si commuove alla vista della propria ombra, l’immagine supera la dimensione fisica e si fa metafisica. L’ombra, infatti, è il primo segno tangibile che la luce non è solo tornata nel mondo, ma ha ricostituito il rapporto tra il corpo e lo spazio, tra l’essere e il suo manifestarsi. In termini filosofici, potremmo dire che l’ombra è la prova fenomenologica dell’esistenza: essa è il segno che il soggetto è nuovamente inscritto nell’orizzonte del visibile. Dopo la sospensione del buio polare,l’ombra restituisce al protagonista la coscienza del proprio esserci
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Allora, pur non essendo immerso in questa tua sapienza, sono fiero di aver scritto a suo tempo "amica ombra". Grazie per il tuo stupendo saggio. Un caloroso abbraccio, cara. Ninetta

il 04/03/2026 alle 07:45

Notevole recensione. Complimenti! Vien voglia e quasi urgenza di leggere il libro

il 04/03/2026 alle 13:03

chiedo scusa per il punto prima di Ninetta...

il 04/03/2026 alle 13:17

Bellissimo questo testo, un vero invito alla lettura... lo leggerò!

il 04/03/2026 alle 15:33

Amica Nin, hai scritto un saggio poetico che ribalta il valore negativo dell'ombra, trasformandola nel simbolo supremo della realtà umana, della solidità del corpo e della riconquista di sé dopo l'oscurità (fisica o interiore). Tvb

il 04/03/2026 alle 17:01

Bellissima lettura che restituisce un grande valore all'ombra , non solo perché essa è segno di vita e apertura mentale ma anche perché l'ombra è sempre stata per me anche simbolo di ristoro per esempio quando cammini sotto un sole cocente e le ombre delle altre persone e dei balconi danno refrigerio e ristoro. La luce non è simbolo di vita perché senza ombra che proiettano i corpi materiali non esiste se non come accecamento anche nella mente . E' un punto di riferimento per l'esistenza Mi piace quello che hai scritto e come lo hai scritto e il confronto che fai con le ''ombre'' dantesche . Mi piace al punto che leggerò sicuramente il libro perché la tua ''presentazione'' è affascinante . Baci Eos

il 05/03/2026 alle 21:35

Grazie Poe per il tuo commento e la tua presenza nel sito, che segui con assiduità.Io ogni tanto mi affaccio, ma non riesco a commentare.Appena potrò leggerò la tua poesia sull'ombra.Un abbraccio.

il 05/03/2026 alle 22:36

Grazie 00jl.Il libro è veramente interessante, ci sono delle descrizioni che sono veramente poetiche, come quella che ho descritto.Saluti cari.

il 05/03/2026 alle 22:39

Dico ''l'ombra è simbolo di vita'' perché il pensiero, le sensazioni si rielaborano e si metabolizzano nell'ombra , restituendo e donando apertura mentale . Baci Eos

il 05/03/2026 alle 22:48

Cara Illune ti consigio di leggerlo.Io sto seguendo un corso di letteratura moderna, molto interessante...purtroppo sono solo venti ore ed è quasi al termine.Questa immagine che ho descritto mi ha veramente emozionato, come altri passaggi in cui si evince l'amore che i lapponi hanno per le renne...e tanto altro.Sicuramente libro da leggere.Un abbraccio.

il 05/03/2026 alle 22:48

Grazie, mi fa molto piacere che tu abbia colto proprio questo rovesciamento di significato. In effetti l’ombra, che spesso pensiamo come qualcosa di negativo o inquietante, in quel momento diventa invece la prova più semplice e concreta della propria presenza nel mondo. Dopo mesi di buio, vedere la propria ombra significa ritrovare il corpo, la luce e in qualche modo anche se stessi. Grazie davvero per la lettura così attenta. Tvb Sir.

il 05/03/2026 alle 22:50

Grazie Eos, mi fa davvero piacere che tu abbia colto il senso di quel passaggio. Mi piace molto anche la tua immagine dell’ombra come ristoro sotto il sole: è vero, l’ombra non è solo il segno della nostra presenza nella luce, ma anche uno spazio di sollievo e di misura, qualcosa che impedisce alla luce di diventare accecamento. In fondo forse è proprio questo equilibrio tra luce e ombra che rende possibile la vita – e anche la coscienza di sé. Sono contenta che il mio piccolo testo ti abbia incuriosito fino al punto di voler leggere il libro. Un caro e affettuoso abbraccio.

il 05/03/2026 alle 22:52