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Pubblicata il 28/02/2026
Vivere è avere nostalgia,
senza sapere di che cosa e andare
con questa nostalgia che ci corrode
cercando non so cosa in ogni dove…
**
forse noi siamo esuli, raminghi,
migranti sulla strada del ritorno
e più non ricordiamo il luogo e il nome
della patria lontana.
**
ecco, al risveglio ci hanno dato un nome,
un corpo ci hanno dato e una patria
ma che non è la patria che sogniamo,
per la quale ci segue come un’ombra
**
codesta nostalgia che affanna e morde,
ci spinge avanti, e dunque sempre avanti,
avanti verso l’ultimo orizzonte
che ogni giorno inseguiamo e che ci sfugge..
**
anche il mondo dei sogni – ahimè! – è rotondo.
eppure l’uomo cade e si rialza
sospira e piange nel fatale andare.
se questo ha un nome, è nostalgia d’amore,
è fame di infinito,
sete di eternità...
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ore 23,02
lunedì 28 febbraio 2022
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..."che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude"... scommetto che ti aspettavi la sottolineatura di questa citazione, che hai utilizzato sia nel titolo sia nella penultima strofa! Però il significato che tu le attribuisci mi pare un po' diverso, la nostalgia di un tempo perduto, di un paradiso terrestre, non la dolcezza di un naufragio nell'immensità, o mi sbaglio?

il 01/03/2026 alle 00:44

Non ti sbagli.

il 09/03/2026 alle 12:49