PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 26/02/2026
Quelle strade roventi e le ginocchia sbucciate
col viso rigato e le madonne implorate
correvo nel vento, chiamando mio padre
e poi mi trovavo in braccio a mia madre.
sui quaderni a righe, scrivevo i miei sogni
e su quelli a quadretti non tornavano i conti.
le lune d'estate guardavano i giochi
di me spensierato, di noi così giovani.
poi il grande dolore, un sogno d'amore
l'addio ai miei cari, tra sbuffi e vapore.
ho dato l'amore in ogni passione
tutto me stesso, così poco rancore.
negli occhi di un bimbo riflesso il mio nome
ho cura di lui, che splende d'onore.
spesso mi fingo tra versi e parole
i miei veri amici, le mie vere storie.
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copia e incolla! veramente autentica . c'è la vita dentro. un caro saluto

il 26/02/2026 alle 18:22

Che bella odis.

il 26/02/2026 alle 20:57

Cogliere questa genuinità distende anche le menti più occupate. Occorre respirare vita.

il 26/02/2026 alle 21:13

amici poeti...visualizzate un mio inchino...

il 27/02/2026 alle 11:21