Scavo a mani nude
la sabbia che scotta
con la speranza di trovare
qualcosa che mi disseta...
È appena mattino,
la notte non riesco
proprio a capire
dove scavare,
e al mattino il pericolo
è più grande
i cecchini sono in agguato
e no, non hanno rispetto
nemmeno dei bambini...
Alle prime luci
nascosto dalle dune
scavo di buona lena,
ma le mie mani
sono ferite dai lunghi giorni
di paura, e dai residui
di bombe cadute giù
a frantumare sogni e case...
Scavo a mani nude
cercando di appagare
bocche assetate
che mi aspettano
fra le tende camuffate
tra i palazzi distrutti.
Attorno a me altri bimbi
con mani anch’esse devastate,
restano in silenzio
seppure ogni tanto
li sento gemere
lacrime aride al suolo...
Mio padre mi ha detto
che sotto questa sabbia
si cela una ricchezza così grande
da giustificare questo delirio,
intanto io scavo
nella speranza di rimanere vivo.
Chissà se nel domani di noi
sarà la pace a vincere
o invece l’ingordigia dell’uomo
per le nostre fortune,
qui nessuno ha pietà
del massacro, di chi in realtà
vuole solo sopravvivere
pur scavando a mani nude...
© Saverio Chiti, 25 febbraio 2026