Non fu un colpo di fulmine.
I fulmini appartengono ai temporali estivi -
improvvisi, rumorosi, spettacolari .
Quello che provo lei.....
somigliava piuttosto a una luce d'autunno .
Obliqua.
Inattesa.
Capace di scaldare
senza bruciare.
Lo incontrò in un giorno qualunque.
Uno di quelli che si infilano nella memoria
quasi per errore.
Lui aveva ancora negli occhi
quell' urgenza di futuro
che lei ricordava bene.
Perché un tempo...
era stata anche sua.
Rideva con tutto il corpo,
come se il mondo fosse una porta
sempre pronta ad aprirsi.
Lei, invece,
aveva imparato
a bussare piano .
Non cercava nulla.
O almeno così credeva..
La sua vita era un equilibrio conquistato a fatica :
abitudini ordinate,
silenzi scelti,
una libertà che sapeva di conquista
e di rinuncia insieme.
Non aveva più l'età
delle promesse sconsiderate -
o forse si...
ma non l'aveva mai ammesso
ad alta voce.
La prima volta che le sfiorò la mano
fu per caso.
Un gesto breve.
Innocente.
Eppure qualcosa si incrinò dentro di lei -
non come un vetro che si rompe,
ma come il ghiaccio sottile
che cede
senza rumore.
Non era la differenza d'età
a spaventarla.
Era la differenza
di tempo.
Lui guardava avanti.
Lei aveva imparato
a guardare anche indietro.
Ed è proprio lì -
in quella distanza -
che si innamorarono.
L'età è solo un numero.
il tempo...
è il modo in cui l'abbiamo abitato
L'amore ,
in questo senso,
è il coraggio
di visitare la casa dell'altro.
L'anima è un filo
troppo sottile per sopportare il peso del cuore.
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