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Pubblicata il 24/02/2026
Questa notte vagavi sopra i tetti, tra le case
acuto il sìbilo, prolungato il lamento.
e adesso sei qui.
e ti sento, sulla pelle, dolcemente quièto.
ti ho chiamato, fratello.
non servivano le lacrime del cielo
sono le mie che ti bagnano, adesso.
di lei non so e non c’è senso.
pioggia sottile, aghi, spine
le stelle del firmamento.
senza di lei è troppo lungo, è senza fine
questo interminabile, stupido inverno.
prendi il mio pensiero, sogno sospeso
come cucciolo disperso.
te lo affido, vento, come ultimo desiderio.
e’ finito il tempo, non asciugare il viso.
non tornerà da me, non è per me il suo sorriso.
anche tu lo sai,era vòrtice, sfiorava l’eterno.
come per te, ora, solo tormento.
dono per lei l’amore mio, chiuso in uno scrigno
che stringerai nel petto.
prendilo, ti prego, e vola come uccello.
le dirai che mai ho tradito
e che la sfiorerò nel sogno del primo mattino.
non mi troverai, al tuo ritorno.
sarò l’ ultimo vento, mio triste amico
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il vento è passato e ha lasciato una traccia importante. E' un piacere leggerti. un caro saluto.

il 24/02/2026 alle 10:39

sei sempre generoso nei commenti. e ti ringrazio sempre, poeta

il 24/02/2026 alle 10:46

Bella e struggente caro Odisseo.Sempre bello leggerti.

il 24/02/2026 alle 16:08

grazie Magic.

il 24/02/2026 alle 16:17

C’è una dignità immensa in questo modo di arrendersi all'inevitabile.

il 24/02/2026 alle 19:09