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Pubblicata il 15/02/2026
Quelle domeniche, la sveglia, suonava presto,
e, dal letto, si saltava fuori,
non c'erano cellulari, sul comodino,
lavarsi la faccia ed i denti, era un rito,
colazione, e, dopo messa, la minestra nel piatto,
giusto il tempo, per una carezza al gatto,
e via, in strada, mascherato, per sfilare,
con l'arrivo, nel poccolo teatro, della Chiesa.
quanta felicitá,
anni stupendi,
che mancano tanto,
senza pensieri,
che hanno lasciato posto, a un tempo triste,
che sulle nostre depressioni, insiste,
dove niente, è regalato,
e, un gesto d'amore, non é scontato.
vuota
e...nuda,
é, questa felicità,
che, non si sa più, dove va,
e, quei giorni, di carnevale
sono spariti, senza un perchè!
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Eh,Fabio,ci sono parole,a volte sillabe,che a noi,formati in Siberia,agiscono come ultrasuoni per i cani addestrati.E...nuda,e' una di quelle!Avresti dovuto conoscere di persona il "tutor" ,santa polentina,bella cotta con crosticina e un niente di zola fuso.

il 15/02/2026 alle 19:46

Per Silver:A noi,non ha senso,eppure in noi ne ha ancora meno.E' il terzo occhio a puntualizzare!

il 15/02/2026 alle 21:05