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Pubblicata il 12/02/2026
C'è una ferocia nel cuore
che non accetta il limite,
un grido che sale dalle viscere
e pretende il Paradiso.

Chiediamo a mani umane
di sostenerci sopra l’abisso,
e chiamiamo "amore"
questa vertigine, questo delirio di altezza.

Ma l’anima
è un’isola che nessun ponte può toccare,
l'amore è la visione che il naufrago
ha dell’orizzonte:
vede città d’oro
dove c’è solo il riflesso del sole sulle onde.

È un’illusione sacra, sì,
la più necessaria delle menzogne.
Perché solo sotto questo incanto
la pietra impara a fiorire,
e il sangue trova il coraggio di scorrere
contro la gravità della morte.

Noi, cercatori di Dio
tra le pieghe dei muscoli,
invochiamo il volto
nell’oscurità della carne,
credendo di aver trovato il Verbo
laddove c’è solo il sangue.

Siamo i martiri del nostro stesso ardore,
vediamo la promessa dell’infinito
in un bacio che è già cenere.

Guarda questo abbraccio:
è una crocifissione della speranza.
inchiodiamo i nostri petti
l'uno all’altro per non sentire il freddo;
è la purezza dell’inganno che ci tiene vivi.

Ma quando l’estasi tace,
resta solo l’odore del tempo sulle lenzuola.
L'amore
è la bellissima bugia
che il sangue racconta al cuore
per non lasciarlo morire di freddo
sotto questa pioggia di stelle.
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